L'influenza è tornata, sarà ad alta intensità. Rezza: «Senza mascherine e distanziamento è un'incognita»

In anticipo i virus tipicamente autunnali: i primi casi sono stati già segnalati in Italia

L'influenza è tornata, sarà ad alta intensità. Rezza: «Senza mascherine e distanziamento è un'incognita»

di Maria Rita Montebelli

L'autunno è ad un passo e questo scampolo d'estate ci sta regalando giornate ancora molto calde. Un clima che non ci fa certo pensare all'influenza stagionale. Eppure, i primi casi sono già stati segnalati in Italia, al Policlinico Sant'Orsola di Bologna. In netto anticipo rispetto alle aspettative.
Confermando l'ipotesi che il virus influenzale stia per rialzare la testa, dopo due anni in cui non è esistito perché le precauzioni anti-Covid hanno inciso sulla circolazione. L'ondata influenzale 2022-23 che ha già coinvolto l'Australia e l'emisfero sud, fa prevedere una stagione pesante.
«Il momento è molto delicato afferma Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione al Ministero della Salute e ci aspettiamo una stagione influenzale ad alta intensità. Quest'anno abbiamo tutte le condizioni per fare dei numeri alti, perché saremo senza protezioni, come mascherine e distanziamento. E con una popolazione ampiamente suscettibile perché il virus influenzale ha circolato poco nei due anni precedenti. È importante vaccinarsi».

Influenza, la sorveglianza

L'Ospedale Sant'Orsola di Bologna ha segnalato alcuni casi, risultati poi di influenza Australiana (tipo A, ceppo H3N2), che può dare anche coinvolgimento delle basse vie aeree. «Questi casi precoci non devono preoccupare, ci sono sempre stati - avverte Fabrizio Pregliasco, Direttore scientifico dell'Osservatorio Influenza e professore associato di Igiene generale e applicata all'Università di Milano - Il nostro sistema di sorveglianza è molto sensibile e in grado di rilevare anche i casi sporadici, in largo anticipo sulla stagione. Non rappresentano l'avvio della stagione influenzale ma solo il mantenimento della catena di contagio di un virus che gira il mondo e che noi siamo oggi in grado di monitorare».
Si tratterebbe, dunque, di casi isolati. I grandi numeri dell'influenza sono attesi più avanti, con l'arrivo della stagione fredda, a partire dalla fine di novembre. Ma gli esperti invitano a non attendere troppo per proteggersi. I soggetti fragili e più a rischio, potranno accedere già da ottobre al vaccino antinfluenzale aggiornato. «Lo scorso anno ricorda Rezza sono tutti corsi a vaccinarsi contro il Covid, mentre all'influenza non ha pensato nessuno. Quest'anno speriamo di tenere alte le protezioni contro entrambe. La somministrazione nella stessa seduta dei due vaccini è un valore da prendere in considerazione. Non è l'unica strada, capisco che alcuni possono avere remore».
La vaccinazione antinfluenzale nel nostro Paese è gratuita dai 65 anni, per le donne in gravidanza e per i soggetti tra i 6 mesi e i 65 anni affetti da patologie che aumentino il rischio di complicanze da influenza. Ma, vista la compresenza del Covid (la twindemic), anche quest'anno la vaccinazione anti-influenzale è raccomandata anche alle persone sane tra i 60 e i 64 anni e ai bambini tra 6 mesi e 6 anni.

I ricoveri

Le ospedalizzazioni per problemi cardiovascolari e respiratori riconducibili all'influenza sono più di 300.000 ogni anno in Italia. «L'infezione da virus influenzale, ad esempio - spiega Stefania Maggi, professoressa presso l'Istituto di Neuroscienze Invecchiamento del Cnr di Padova - è associata ad abbassamenti improvvisi di glicemia, che favoriscono cadute, con seguenti fratture e ricoveri».
Alcune aziende produttrici di vaccini anti-Covid stanno lavorando ad una doppia formulazione anti-Covid e anti-influenzale per proteggere da entrambi i virus con una singola iniezione. Non si sa ancora quando questo vaccino bivalente sarà disponibile, ma la dice lunga su quello che ci si aspetta.

I bambini

«SARS CoV-2 commenta Pregliasco si sta progressivamente endemizzando. Questo significa che il Covid è destinato probabilmente a rimanere, ma arriverà ad ondate. Ecco perché è importante continuare a vaccinarsi anche contro il Covid».
La normalità ritrovata rischia, inoltre, di aprire le porte ad «altre malattie infettive emergenti che potrebbero diffondersi tra i giovanissimi. Parliamo dell'infezione da virus respiratorio sinciziale (Rsv), principale causa di bronchiolite e polmonite nei bambini» come ricorda Susanna Esposito, Ordinario di Pediatria all'Università di Parma e presidente della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders. Pediatri e infettivologi mettono in guardia contro il pericolo di nuove epidemie. Con la fine delle restrizioni da Covid inevitabilmente alcuni agenti patogeni finora tenuti a bada potrebbero trovare una nuova diffusione.

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Settembre 2022, 08:39
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