Zelensky, standing ovation alla Camera: «Mariupol come Genova. Il nostro popolo è diventato esercito»

Il presidente ucraino si collegherà con l'aula di Montecitorio alle 11, ma molti deputati hanno già annunciato di non esserci

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Ucraina, è il giorno di Volodymyr Zelensky in collegamento con la Camera dei deputati. In aula, deputati e senatori si riuniranno per ascoltare il videomessaggio del presidente ucraino, ma ci sono diverse assenze, alcune delle quali già annunciate da giorni. Le motivazioni sono varie: ecco quali sono i parlamentari che non saranno presenti e perché.

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Ucraina, il giorno di Zelensky alla Camera

Dopo essersi collegato con i Parlamenti di vari Paesi (tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Israele e Regno Unito), per Volodymyr Zelensky è il giorno di parlare ai parlamentari italiani. Alle 11, il presidente ucraino si collegherà con l'aula di Montecitorio. Un discorso che, in linea con i precedenti, si preannuncia duro, come duro è il conflitto che sta lacerando la sua terra, e appassionato, probabilmente accompagnato da un appello a fare di più per difendere l'Ucraina. Ad ascoltarlo, in tarda mattinata, ci saranno Elisabetta Casellati, Roberto Fico, il premier Mario Draghi, l'ambasciatore ucraino, Yaroslav Melnyk, e i parlamentari.

Ucraina, Zelensky alla Camera: «Mariupol come Genova»

Dopo i saluti di Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, che hanno espresso la solidarietà del Parlamento e del popolo italiano all'Ucraina, Volodymyr Zelensky ha preso la parola. «Caro popolo italiano, oggi ho parlato con Papa Francesco che mi ha detto: "Capisco che volete la pace e che dovete difendervi". Gli ho risposto: "Il nostro popolo è diventato esercito quando ha visto il male che può portare il nemico". Una settimana fa ho parlato, durante un incontro a Firenze, chiedendo agli europei di ricordare i 79 bambini uccisi fino a quel giorno. Ora sono 117, questo è il prezzo della procrastinazione. Milioni di vite sono distrutte e tutto è iniziato da una sola persona. Nelle città vengono scavate fosse comuni per seppellire i morti e ogni giorno di guerra porta altre vittieme» - ha spiegato il presidente ucraino - «I missili e le bombe continuano a distruggere le città ucraine, a Mariupol non c'è più niente, era una città grande e popolata quanto Genova. Immaginate una fuga di tutti gli abitanti di Genova. Io parlo da Kiev, la nostra capitale, importante per noi come lo è Roma per tutto il mondo. Siamo al limite della sopravvivenza, abbiamo già vissuto guerre feroci e abbiamo bisogno di vivere nella pace come tutto il mondo. A Kiev ogni giorno ci sono le sirene e cadono le bombe, l'esercito russo tortura, violenta e rapisce i bambini, oltre a depredarci dei nostri beni. L'ultima volta in Europa era accaduto con l'occupazione nazista. L'esercito russo ha minato anche il mare».

Ucraina, Zelensky alla Camera: «Servono nuove sanzioni»

«Abbiamo sempre apprezzato la vostra solidarietà nei momenti più difficili, così come abbiamo aiutato l'Italia nei momenti bui della pandemia. La guerra va avanti ormai da 27 giorni, il loro obiettivo è l'Europa, influenzare le vostre vite, avere il controllo sulla vostra politica e la distruzione dei vostri valori. L'Ucraina è il cancello per l'esercito russo, loro vogliono entrare in Europa ma la barbarie non deve entrare. Servono nuove sanzioni contro i potentati economici russi, a cominciare dalle banche, per fare maggiori pressioni sulla Russia» - ha spiegato Volodymyr Zelensky - «Oggi in Italia ci sono oltre 70mila nostri concittadini, di cui 25mila bambini, costretti a fuggire dalla guerra. In Italia è nato il primo bambino da una mamma fuggita dall'Ucraina e aspettiamo di vederli tornare a casa, con la pace. Dal primo giorno avete condiviso con noi il nostro dolore, gli ucraini lo ricorderanno sempre. Ma va fermata una sola persona. Gloria all'Ucraina e grazie Italia».

Ucraina, Draghi a Zelensky: «Grazie, l'Italia è con voi. Vi vogliamo nella Ue»

«A nome del popolo italiano voglio ringraziare il presidente Zelensky per la straordinaria testimonianza. Abbiamo apprezzato sin dall'inizio l'orgoglio e il coraggio del popolo ucraino, che frena le mire espansionistiche di Mosca e impone costi altissimi all'invasore con una resistenza eroica. Oggi l'Ucraina non difende solo se stessa, ma la nostra pace, la nostra libertà e la nostra sicurezza. Difende un ordine multilaterale, basato su democrazia e diritti, costruito con fatica dal Dopoguerra in poi. La solidarietà del popolo italiano a quello ucraino è enorme: aiuti umanitari, accoglienza totale per donne e bambini, continueremo a farlo grazie al lavoro incessante degli Enti locali, della Protezione civile, degli enti religiosi e delle associazioni di volontariato. L'Italia non intende girarsi dall'altra parte» - ha spiegato Mario Draghi - «A chi scappa dalla guerra dobbiamo offrire accoglienza, di fronte ai massacri dobbiamo rispondere con aiuti, anche militari, alla resistenza. Il Governo e il Parlamento sono in prima fila nel sostegno all'Ucraina. Sin da subito abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari, rispondendo alle richieste di assistenza del Governo ucraino. Siamo pronti a fare ancora di più, con corridoi per le persone fragili e malate. Ringrazio la maggioranza e l'opposizione per aver approvato queste misure con unità e convinzione. Abbiamo stanziato nuovi fondi per finanziare lo sforzo di accoglienza verso i rifugiati ucraini, che devono avere una casa, un lavoro e l'integrazione nella nostra società, come hanno fatto i 236mila ucraini che già vivevano in Italia e a cui va tutta la mia vicinanza».

«Le sanzioni hanno l'obiettivo di indurre il Governo russo a interrompere le ostilità e a mettersi ai tavoli con serietà e sincerità. Finora abbiamo colpito duramente l'economia e i mercati finanziari della Russia, oltre ai patrimoni delle persone più vicine al presidente Putin. Ci siamo subito attivati per trovare alternative alla nostra dipendenza energetica dalla Russia» - ha poi spiegato il presidente del Consiglio - «Al crescente isolamento di Putin dobbiamo opporre l'unità della comunità internazionale. L'Ucraina ha diritto di essere sicura, libera, democratica. L'Italia, il governo e il parlamento, tutti i cittadini sono con voi. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell'Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un'integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l'Italia è al fianco dell'Ucraina in questo processo. L'Italia vuole l'Ucraina nell'Unione Europea».

Ucraina, Fico a Zelensky: «La vostra libertà e la nostra, dobbiamo proteggere la pace»

Il discorso di Volodymyr Zelensky e quello di Mario Draghi sono stati accolti a Montecitorio da una lunga standing ovation. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha poi preso la parola, ringraziando Zelensky e Draghi: «Il Parlamento italiano continuerà ad operare per mantenere sempre aperti i canali di contatto fra i nostri due Paesi e per conseguire il cessate il fuoco e la pace. La libertà del popolo ucraino è la nostra libertà. E la pace è il bene comune più importante che abbiamo: da proteggere e alimentare sempre».

Ucraina, Zelensky alla Camera: Alternativa assente in blocco

Molti parlamentari mancheranno all'appuntamento, o perchè in polemica aperta con l'iniziativa, o per marcare, più sottotraccia, un distinguo personale rispetto alla posizione sulla guerra presa dall'Italia e dai suoi principali partiti politici. Fonti ucraine avrebbero manifestato nel corso di alcuni contatti con i gruppi parlamentari preoccupazioni sui rischi di qualche isolata contestazione a Zelensky. Montecitorio si prepara ad ospitare l'incontro virtuale in un clima comunque teso, appesantito sicuramente dall'inasprirsi dei combattimenti e dalla conta dei morti, ma condizionato anche dal dibattito politico interno sulle mosse compiute finora da Roma. I parlamentari di Alternativa, gruppo nato dai fuoriusciti del Movimento, annunciano che non parteciperanno alla seduta con Zelensky, definita «una forzatura» e «un'operazione di marketing». «Essere solidali» nei confronti dell'Ucraina «non significa dover assecondare una propaganda mirata ad alzare il tiro su richieste incessanti di interventi bellici come la no fly zone o l'invio di truppe che comporterebbero per l'Italia e l'Europa l'ingresso ufficiale in un conflitto mondiale», la loro posizione.

Ucraina, Zelensky alla Camera: le assenze tra M5S ed ex M5S

Nella galassia degli ex pentastellati le assenze non si fermano qui. Il senatore Nicola Morra, spiega che domani sarà «fuori per lavoro». Ancora incerti i colleghi Elio Lannutti e Paola Nugnes. Emanuele Dessì, ora nel Partito Comunista, diserterà il collegamento, come pure dovrebbe fare Gianluigi Paragone che ha fondato Italexit.
C'è poi Bianca Laura Granato (Misto), finita nell'occhio del ciclone per aver sostenuto la necessità di far intervenire in collegamento con il Parlamento italiano anche Vladimir Putin. 
«Putin sta conducendo una battaglia per tutti noi. A Putin dico: uniamo le forze per sconfiggere insieme l’agenda globalista. Ma non sono filorussa, non ho contatti con la Russia, sono solo una parlamentare che esprime opinioni libere rispetto a fonti dirette ufficiali e di dominio pubblico» - ha spiegato l'insegnante, fuoriuscita dal M5S - «Continuo a dire che è altrettanto necessario ascoltare il presidente russo Putin. Io sono contraria a questa guerra, come la maggioranza degli italiani. Il governo italiano e la stampa mainstream con queste prese di posizione, anziché favorire il processo diplomatico che potrebbe portare alla pace, alimentano l’escalation verso un sempre più probabile conflitto mondiale, cercando di farlo passare come ineluttabile».
Alla Camera è diversificata la posizione di FacciamoEco che lascia agli iscritti la facoltà di decidere in autonomia. Andrea Cecconi, per esempio, ha deciso di non andare in Aula. Nel M5s non ci saranno la deputata Enrica Segneri, Davide Serritella («per altri impegni fissati da tempo») e Vincenzo Presutto. Quest'ultimo spiega di essere «favorevole» all'intervento di Zelensky, ma di non poter partecipare per questioni organizzative. Potrebbero esserci «parecchie assenze» dello stesso tipo, la sua previsione. Almeno un altro paio, dicono i bene informati. «Bene ascoltare Zelensky, ma bisogna sempre esercitare, a livello internazionale, una pressione costante per una soluzione», la posizione del leader Giuseppe Conte.

Ucraina, Zelensky alla Camera: le assenze del centro-destra

Nella Lega, che si annuncia presente in blocco insieme al leader Matteo Salvini, potrebbero mancare un paio di eletti tra cui il senatore Simone Pillon: è in missione a Londra ma ha espresso anche «forti perplessità» sull'evento. Non ci sarà nemmeno Claudio Borghi, impegnato in commissione Bilancio, né il filorusso dichiarato Vito Comencini. In FI vengono dati come assenti Veronica Giannone e Matteo Dall'Osso: «Posizioni personali», commentano dal gruppo. Non dovrebbero esserci distinguo in FdI, che ascolterà l'intervento del presidente ucraino.

Ucraina, Zelensky alla Camera: le assenze del centro-sinistra

Anche il Pd parteciperà compatto, insieme al segretario Enrico Letta. Ci saranno e definiscono «grave» la mancata partecipazione alla seduta di alcuni parlamentari: «Certificano una vicinanza politica a chi sta devastando l'Ucraina», punta il dito la deputata Alessia Rotta. In LeU si preannunciano tutti presenti. In Sinistra Italiana, il segretario Nicola Fratoianni sarà a Montecitorio ma ribadisce che «la scelta di inviare armi da parte del nostro Paese» è stato un «errore».

Ucraina, Zelensky alla Camera: l'intervento di Draghi

Dopo i brevi interventi dei presidenti di Camera e Senato, parlerà anche il premier Draghi. Che il giorno dopo sarà di nuovo a Montecitorio e a Palazzo Madama per le comunicazioni in vista del prossimo consiglio europeo, un appuntamento cruciale che - nell'ambito del conflitto in corso - determinerà le prossime mosse dell'Ue sul fronte umanitario, sanzionatorio ed energetico.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Marzo 2022, 12:44
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