Savona e quel piano B per uscire dall'euro: «Tutto in segreto, nel weekend». Ma chi l'ha scritto davvero?

Savona e quel piano B per uscire dall'euro: «Tutto in segreto, nel weekend». Ma chi l'ha scritto davvero?

Due giorni fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dovuto incassare il passo indietro da parte del premier incaricato Giuseppe Conte, che ha rinunciato a formare il governo dopo il veto del Quirinale ad uno dei ministri che aveva proposto. Il ministro in questione si chiama Paolo Savona ed è un economista 81enne con un passato in Bankitalia e Confindustria, ministro all’inizio degli anni ’90 in un governo Ciampi e Cavaliere dal 1981.

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IL NO DI MATTARELLA Ma perché Mattarella ha detto di no a Savona, proponendo invece il leghista Giorgetti (proposta poi rifiutata da Salvini)?
«Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella del ministro dell'Economia - ha detto il Capo dello Stato nella serata di domenica - La designazione del ministro dell'Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari. Ho chiesto, per quel ministero, l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l'accordo di programma».

Ed è qui che, stando a quanto dice Mattarella, Savona non si è dimostrato il nome giusto. «Un esponente che - al di là della stima e della considerazione per la persona - non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell'Italia dall'euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell'ambito dell'Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano».

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IL PIANO B DA INCUBO Dietro il no del Quirinale ci sarebbero quindi le idee anti-europeiste di Savona, che avrebbe negli anni scorsi auspicato anche l’uscita dall’euro. In particolare, spiega Repubblica, il “piano B” pubblicato da ‘Scenari economici’, sito animato dall’economista Antonio Rinaldi, che nell’ottobre di 3 anni fa presentò un programma proprio per uscire dall’euro e tornare alla sovranità monetaria. Un piano firmato anche da Savona, che peraltro negli ultimi giorni ha utilizzato proprio ‘Scenari economici’ per pubblicare i suoi comunicati stampa.

Il piano B consisterebbe nello stampare 8 miliardi di monete in poche settimane “nella massima segretezza”, dare l’annuncio del “D-Day” il venerdì sera a mercati e banche chiuse, per poi lanciare dal lunedì mattina il ritorno della Lira: una nuova moneta svalutata del 15-20%, con parziale default del debito (che scenderebbe al 60-80% del Pil), e avvertendo FMI e banche centrali della ‘mossa’ prima della riapertura dei mercati. Questo piano B potrebbe essere stato percepito dai mercati come un rischio reale, inducendo Mattarella ad alzare le barricate verso lo stesso Savona.

'SCENARI ECONOMICI' NEGA TUTTO Ma dal sito specializzato smentiscono che Savona sia coinvolto nella redazione di quel piano. «Il professor Savona fu colui che ci fece capire che un’elaborazione accademica sul tema fosse necessaria, dato che non vi era nessun serio impegno politico al superamento delle criticità della valuta unica - si legge in un articolo di questa mattina - Il piano, di nostra esclusiva elaborazione e realizzato come studio accademico, fu in realtà ispirato dal quello scritto dal Professor Roger Bootle nel 2012, che, fra l’altro, per questa elaborazione, vinse il prestigioso premio Wolfson e 250 mila sterline».



L'equivoco, per il portale, nasce per il fatto che quando il piano fu presentato, il professor Savona ne fece una breve introduzione, ad un convegno a Roma (foto sopra). Ma, scrivono, «Savona ci onorò con una sua introduzione in cui si concentrò sul “Piano A”, cioè sui passi necessari per rendere l’Euro una moneta veramente comune ed unitaria europea, perchè, è evidente a tutti coloro dotati di occhi e di un minimo di autonomia intellettuale, che, così come è, l’Euro non funziona e non solo per l’Italia, ma per tutti».
Martedì 29 Maggio 2018, 14:26
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