Carlo Calenda ospite di Leggo: «Salvini e Di Maio non lavorano, Virginia Raggi si deve dimettere, alle Europee il Pd deve puntare almeno al 25%»

Carlo Calenda ospite nella redazione di Leggo è stato intervistato dal direttore Davide Desario in vista delle Elezioni Europee. L'ex ministro dello Sviluppo Economico nell'ultimo governo Renzi e successivamente in quello Gentiloni è candidato come capolista PD per il collegio Nord-Est alle prossime elezioni Europee. L'intervista integrale a Carlo Calenda sarà disponibile domani, 15 maggio, sull'edizione cartacea, Digital, e su questo sito. 

CALENDA: «DI MAIO E SALVINI STANNO FACENDO UN GRANDE FRATELLO HORROR, NON LAVORANO MAI»

«Di Maio e Salvini? Sono due ragazzi che non hanno mai gestito neanche un’edicola. Non sono mai in ufficio, Salvini è stato presente al ministero soltanto 17 giorni nei primi 5 mesi dell’anno; Di Maio più o meno lo stesso. Tra lui, la Raggi e Toninelli pensavo che la Sindaca di Roma fosse la peggiore, perché per me Toninelli non è classificabile. Durante questa campagna elettorale, però, Di Maio ha fatto una cosa gravissima: ha fatto mille promesse agli operai dell’Alcoa, li ha fatti venire a Roma a loro spese e non si è fatto trovare. È una cosa che da sola richiederebbe le dimissioni. Di Maio e Salvini stanno facendo un Grande Fratello versione horror senza occuparsi dei problemi del Paese ma all’Italia serve serietà e lavoro.  Penso che questa situazione sia uno sconcio».
 
 


CALENDA: «L’OBIETTIVO DEL PD ALLE EUROPEE DEVE ESSERE ALMENO IL 25%»

Per essere davvero soddisfatti del risultato alle elezioni europee bisogna superare Lega e Cinquestelle cosa che non sarà facile. Io penso che è accettabile un 25% che appare una soglia sfidante, ma gli obiettivi o sono sfidanti o non servono, meglio non darseli. Io sono convinto che dobbiamo puntare alla maggioranza e che nel tempo questa sfida la vinceremo, perché l’Italia che studia lavora e produce non è rappresentata da questo Governo.
 

CALENDA: «PRONTI A VOTARE IL SALVAROMA SE LA RAGGI SI DIMETTE»

Il Salvaroma va votato, ma contestualmente la Raggi si deve dimettere, altrimenti sono altri soldi buttati. La città è fuori controllo, come ammette lei stessa. C’è un dato di fatto: con un’amministrazione che ha fallito non si può fare nulla. E quindi disponibilità a sostenere bilancio e riduzione del debito, ma la gestisca qualcun’altra. Io candidato? Sto facendo un altro percorso, mi sono candidato alle Europee e andrò a Bruxelles. Per Roma serve una figura manageriale, qualcuno che conosca i conti e ripristini i processi gestionali di base: abbiamo avuto tre fermate della metropolitana chiuse per mesi a causa delle scale mobili. Non è accettabile.
 


CALENDA: SE QUELLO DI FAZIO E’ UN PROBLEMA ECONOMICO SE NE OCCUPINO L’AD E IL CDA

Sulla vicenda Fazio penso si stia totalmente sbagliando. Non c’è un amministratore delegato della Rai che valuta costi e benefici, ma ministri e politici, come è sempre stato, che pensano che la Rai debba essere piegata ai loro voleri, alle loro campagne di odio.  Se quello di Fazio fosse un problema economico se ne occuperebbe l’amministratore delegato, non il ministro dell’Interno. C’è però un tema: sui media spesso il dibattito è legato a frivolezze: la fidanzata di Di Maio o il VinciSalvini. Io penso che i giornalisti debbano richiamare sempre i politici a rispondere sul come intendono realizzare le loro proposte. E poi richiamare i politici alle loro promesse passate, alle cavolate che hanno detto. Chiedere conto e chiedere come, in questo il ruolo della stampa è fondamentale.
 

Martedì 14 Maggio 2019, 13:18
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