Tumore ovarico #lospedalechevorrei

ROMA - ll tumore ovarico è la più grave e complessa neoplasia ginecologica, che interessa 50mila donne italiane e che registra 5200 nuove diagnosi/anno con una sopravvivenza a 5 anni solo del 40% negli stadi avanzati. Proprio per la sua complessità il tumore ovarico dovrebbe essere curato solo in ospedali attrezzati.
«Abbiamo lanciato su Facebook la campagna #lospedalechevorrei - racconta Nicoletta Cerana, presidente di Acto Onlus - Con poche e semplici domande, abbiamo indagato il vissuto delle pazienti in ospedale durante l'intero percorso di cura, dalla diagnosi alla terapia fino al periodo di follow up».
La campagna è stata seguita da oltre 90mila persone e 150 donne hanno compilato il questionario. La maggioranza (70-80%) è soddisfatta delle cure ricevute e giudica positivamente la propria esperienza in ospedale. Una donna su 3 però si sente molto sola al momento della diagnosi e 2 su 5 dichiarano di non aver ricevuto consigli su come tornare, dopo le cure, alla vita di tutti i giorni. «Rimane molto da fare per quel 20% di pazienti che non vede i propri bisogni soddisfatti», sottolinea Domenica Lorusso, del Dipartimento di Ginecologia Oncologica, Policlinico Gemelli di Roma.(A.Cap.)
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