«Dalla Libia 800mila verso l'Italia»

Mario Landi
Un esercito di «800 mila migranti pronti ad invadere l'Italia». E in questo enorme numero, ci sarebbero anche criminali e soprattutto jihadisti legati all'Isis. Lo sostiene il premier libico Fayez al-Sarraj, in un'intervista al Corriere della Sera. Un allarme che segue solo di quanche ora quello dei Servizi segreti italiani, che hanno allartato il Viminale sui rischi che la guerra in Libria rischia di scatenare sulle coste deò Belpaese nelle prossime settimane.
LA BATTAGLIA DEI PORTI. L'ingresso in Italia è ovviamente in primis quello che viene dal mare. Ma il ministro dell'Interno Matteo Salvini proprio ieri è stato categorico: «Gli altri ministri possono dire quello che vogliono, ma finchè ci sarò io al Viminale i porti italiani restano chiusi».Il riferimento è alle ultime dichiarazioni della ministra Trenta (Difesa) e dell'altro vicepremier Di Maio circa il fatto che «la chiusira dei porti non può che essere una misura temporanea».
ESCALATION DI VIOLENZE. In Libia le forze di Khalifa Haftar hanno lanciato cinque missili Grad nel corso della scorsa notte sul quartiere di Abu Slim, a ridosso del centro di Tripoli. Un missile ha centrato un'abitazione, causando almeno tre feriti, e distruggendo diverse auto parcheggiate.
147 MORTI. Il nuovo bilancio diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla situazione in Libia afferma che - dall'inizio dell'offensiva di Khalifa Haftar contro Tripoli, lanciata il 4 aprile scorso - gli scontri hanno prodotto almeno 147 morti e 614 feriti, oltre a 18mila sfollati.
APPELLO DI TAJANI. «A Italia e Francia dico: bisogna chiudere la stagione del braccio di ferro e arrivare a una soluzione per stabilizzare la Libia». Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo ai microfoni di Rai Radio1 prosegue: «Andando avanti così, ci saranno solo morti e migranti che arriveranno sulle nostre coste. Bisogna intervenire subito. I francesi hanno commesso degli errori ma l'Italia ha una presenza troppo debole per essere incisiva».
SOLUZIONE ITALIANA. «Chi pensava che un'opzione militare potesse favorire la stabilità della Libia viene smentito: le soluzioni di forza affidate all'uso delle armi non portano mai a soluzioni risolutive e sostenibili». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte dopo il confronto sulla Libia avuto a Palazzo Chigi con il vicepremier e ministro degli Affari esteri dello Stato del Qatar, Mohammed Al Thani: «Dobbiamo scongiurare una crisi umanitaria che potrebbe rivelarsi devastante»,
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Martedì 16 Aprile 2019, 05:01
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