I Clan Destino al Parco Tittoni: «Un disco e un tour per riscoprire l'essenza»
di Francesca Binfarè

I Clan Destino al Parco Tittoni: «Un disco e un tour per riscoprire l'essenza»

Gruppo storico di Luciano Ligabue dal 1989 al 1994, (4 album, 300 concerti compresi i 4 Campovolo), i Clan Destino (Gigi Cavalli Cocchi, Max Cottafavi, Mirco Consolini, Gianfranco Fornaciari) dopo 27 anni tornano con un disco nuovo, L’Essenza, registrato dal figlio di Ligabue, Lenny, nello studio paterno. Debutto (dopo l’anteprima a Correggio) domenica al Parco Tittoni di Desio. Nella scaletta brani vecchi e nuovi. Come spiega Gigi Cavalli Cocchi, batterista del gruppo.

È dal 1995 che non pubblicate dischi. La pandemia è stata un incentivo al ritorno?

«In realtà no. Ogni volta che c’era un concerto a Campovolo, Liga ci chiamava e ritornava a galla l’idea di una reunion. Ognuno però aveva preso direzioni diverse, mettere in piedi un progetto continuativo era molto difficile».

Invece stavolta…

«È venuto a mancare Luciano Ghezzi, nostro bassista storico. Abbiamo pensato a un concerto benefico, fatto a Correggio il 18 giugno, e a un brano dedicato a lui. Poi invece abbiamo realizzato un intero album. L’Essenza è in qualche modo ispirato da Ghezzi, il motore che ha rimesso insieme i pezzi dei Clan Destino. Prima ancora della sua scomparsa, con la pandemia l’assenza di tante cose ci ha fatto fare il punto su quello che per noi è l’essenza, le cose che contano nella vita».

Come sarà il live al Parco Tittoni?

«È un concerto nostro, con il disco nuovo e una bella parte dei due album degli anni ‘90. L’Essenza stilisticamente è la loro prosecuzione, confermiamo il nostro modo di fare rock. Non faremo cover, ospiti al momento non sono previsti. Ci sarà emozione: il Parco è un luogo straordinario, non abbiamo mai suonato lì e l’ultimo concerto dei Clan Destino risale al 1995, a Prato. La Lombardia è sempre stata una nostra roccaforte, abbiamo grandi aspettative: speriamo di ritrovare la vecchia guardia e anche persone nuove».

Un pensiero su Campovolo?

«È una straordinaria anomalia. Siamo sparati nella stratosfera, atterriamo e solo allora realizziamo».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Giugno 2022, 07:32
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