L'ortopedico Norberto Confalonieri a processo: è accusato di corruzione e lesioni

Milano, a processo l'ortopedico Norberto Confalonieri: è accusato di corruzione e lesioni

Con l'accusa di avere preso tangenti per sponsorizzare protesi e di avere causato danni fisici a tre pazienti finiti sotto i suoi ferri, è stato rinviato a giudizio l'ex primario dell'ospedale milanese Cto-Pini Norberto Confalonieri. A deciderlo è stata oggi il gup Laura Marchiondelli che ha mandato a processo anche un agente di commercio e una dipendente della Johnson & Johnson, multinazionale fornitrice di protesi. Per i tre, che rispondono di corruzione e solo l'ortopedico anche di lesioni, il giudice ha ritenuto fosse necessario il vaglio del Tribunale: il dibattimento si aprirà il prossimo 6 giugno davanti alla quarta sezione penale, dopo il deposito delle motivazioni dell'assoluzione con la formula 'perché il fatto non sussistè da parte del giudice di due dipendenti della B.Braun, azienda medica e farmaceutica tedesca, che hanno scelto il rito abbreviato. Assoluzione di cui il collegio dovrebbe tenere conto trattandosi di due coimputati dell'ex primario e delle altre due persone. Confalonieri era finito agli arresti domiciliari nel marzo 2017 ed è tornato libero nel settembre dello scorso anno.

Nella ricostruzione del procuratore aggiunto Eugenio Fusco, titolare dell'inchiesta, avrebbe causato lesioni, di cui due colpose e una dolosa, ai danni di tre persone finite sotto i suoi ferri. In particolare, inquirenti e investigatori hanno contestato all'ortopedico di avere causato, durante le operazioni chirurgiche, lesioni dolose ad una donna di 91 anni e lesioni colpose ad altri due pazienti. Secondo l'accusa avrebbe poi incassato denaro, quasi 19 mila euro, e altre utilità per favorire l'acquisto di circa 360 protesi di due multinazionali sanitarie, la Johnson&Johnson e la B.Braun, che avrebbe poi impiantato ai pazienti provocando danni fisici a tre di loro. Tra le utilità rientrano le ospitate a programmi tv, per ottenere «significativo ritorno di immagine» e interviste su quotidiani di tiratura nazionale, cene in ristoranti come quella per 30 invitati dell'11 marzo 2016 alla Taverna Parioli di Milano per un importo di 1.785 euro e «viaggi, soggiorni e altre spese a latere di congressi nazionali e internazionali» per un ammontare complessivo di oltre 36 mila euro. Infine ci sono anche pagamenti in favore del figlio dell'ex primario Claudio Angelo Confalonieri per circa 32 mila euro.

Dagli atti dell'indagine, condotta dalla Gdf, erano emerse intercettazioni 'choc' nelle quali il luminare parlava anche di un femore rotto ad un'anziana per «allenarsi» in vista di un intervento in regime privato. Tant'è che il gip nell'ordinanza di custodia cautelare aveva sottolineato che il suo «modus operandi (...) sembra porsi in netto contrasto con i principi di etica medica». Accuse da cui, però, il primario si era difeso già dopo l'arresto sostenendo di non essere «né un mostro né un money maker» e che, come ha ripetuto ancora oggi durante le sue dichiarazioni spontanee, con quella «frase infelice, sconveniente e inopportuna (...) mi lamentavo dei problemi della giornata lavorativa, con interlocutori non addetti al lavoro». E poi, ha ribadito stamani il medico, non c'è «nessuna prova» e «neppure nessun provento del reato» e «nessun prezzo della corruzione».

Lunedì 19 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:26
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