Mary Poppins a Milano, giallo biglietti: l’organizzatore ancora latitante
di Ferro Cosentini

Mary Poppins a Milano, giallo biglietti: l’organizzatore ancora latitante

Uno di quei dribbling interminabili che forse nemmeno Leo Messi riuscirebbe a fare in campo. Il presidente di World Entertainment Company Wec S.r.l. Giorgio Barbolini – l’uomo che ha prodotto il musical “Mary Poppins” portato in scena a Milano e Roma nel 2019 - ci appare così, come il grande fantasista del Barcellona, pronto a sfuggire alle marcature strette. Noi di Leggo, però, restiamo concentrati sulla palla. Da giorni aspettiamo di sentire dalla voce del massimo responsabile Wec parole chiare e definitive sul rimborso che ventimila spettatori milanesi attendono dopo che lo spettacolo musicale targato Disney - un successo da duecentomila spettatori nella scorsa stagione - è stato sospeso: atteso in scena da fine gennaio a metà marzo, “Mary Poppins” ha dato forfeit, come sanno ormai anche i muri.

Negli ultimi giorni TicketOne (sito di vendita biglietti on line) e la romana World Entertainment Company Wec S.rl. (casa di produzione dello show) si sono palleggiate le responsabilità di rimborso, finché il presidente Barbolini ha fatto sapere, attraverso la sua segreteria, di “potersi rendere disponibile per chiarimenti all’inizio di questa settimana”. La strategia pare essere cambiata in queste ore: “Al momento – fanno sapere da Wec, e siamo ormai a metà settimana – il presidente non rilascia interviste né dichiarazioni, ma nel giro di qualche giorno fornirà una risposta completa e strutturata alla stampa e al pubblico”. Nessuna possibilità di ottenere un commento per telefono. Il risultato più recente di questo ostruzionismo è la discesa in campo dell’Unione Consumatori che, attraverso i suoi legali e con il sostegno di Federconsumatori, hanno presentato un esposto all’Antitrust contro TicketOne che, però, fa sapere di aver “espletato ogni pratica per entrare in possesso delle somme necessarie al rimborso degli acquirenti”, solo che da Wec S.r.l. fanno orecchie da mercante. Gli spettatori delusi che volevano tuffarsi nelle magie di un musical lodato da critica e pubblico (più di duecentomila persone ad applaudirlo in una stagione e mezzo) aspettano di vedere tornate il proprio denaro.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Febbraio 2020, 10:01
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