Coronavirus, Gallera: «Sì alle camminate con i figli? La circolare del Viminale va subito revocata»

La circolare del Viminale «io la revocherei, spero venga revocata». Così l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera è tornato sul provvedimento del Viminale, durante un collegamento con Italia 7 Gold.

La precisazione del Viminale sulla circolare contestata: ecco cosa si può fare

«È un problema dei messaggi. Il messaggio che dobbiamo dare ai cittadini è che la strada è ancora lunga. È faticoso ma bisogna resistere, perché di morti non abbiamo visto troppi, non posiamo da un lato piangerli e dall'altro dare questi messaggi », ha concluso l'assessore. «Siamo a metà del cammino che dobbiamo assistere, se il virus è rallentato è perché siamo stati in casa con i nostri figli. Se oggi arriva una circolare che dice ognuno può uscire con i propri figli, basta che sia a 200 metri da casa, rischiamo di avere tanta gente in giro, come 12 giorni fa, i virus non chiedono il permesso a nessuno. Dobbiamo stare a casa almeno 15 giorni », ha detto l'assessore lombardo.

 
 

«Siamo in una fase delicatissima, per altro trovato in questa tragedia un altro momento in cui le prime misure di contenimento ci sono è un pò lasciati andare. I nostri sacrifici stanno producendo i risultati e dobbiamo insistere almeno ancora 15 giorni »altrimenti« rischiamo di vanificare tutto quello che fatto fino a oggi ». È quanto ha ripetuto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera , in collegamento con Unomattina. «Bisogna resistere, teniamo i bambini a casa. Sappiamo che è dura, ma un piccolo sacrificio ancora e ci potremo gettare tutto questo alle spalle »è stato il messaggio di Gallera ai cittadini. In Lombardia, «la situazione è positiva: negli ultimi giorni stiamo assistendo a un rallentamento dei positivi, delle persone in ospedale. Nelle terapie intensive, nell'ultima settimana siamo passati da 132 nuovi ingressi a 81. Questo è un segnale, vuol dire che c'è un rallentamento vero e se insistiamo riusciamo a far defluire linea », ha ribadito l'assessore.

«Proprio per questo - ha aggiunto - ora dobbiamo stare a casa. Dopo metà aprile è chiaro la nostra socialità sarà probabilmente un pò diverso. Ricordiamo che non abbiamo ancora né un farmaco né un vaccino, quindi dovremmo abituarci a girare con le mascherine, a essere più distanziati, a ristoranti con meno posti. Per un pò di tempo sarà così, la Cina insegna, però è necessario perché il dolore a cui abbiamo assistito è negli occhi di tutti », ha concluso l ' assessore.

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Aprile 2020, 13:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA