Fase 2: lavoro sette su sette, orari scaglionati, bici elettriche e scuola estiva. Tutte le ipotesi per ripartire

di Giovanni Migone
Tutti ne parlano, ma della Fase 2 c’è poco da dire e molto da speculare. Da Milano e Regione Lombardia sono però emerse diverse ipotesi, anche se il quando resta il vero nodo, tutto ancora da sciogliere.

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MEZZI PUBBLICI. Per non creare assembramenti sui mezzi non basta imporre il seggiolino vuoto tra una persona e l’altra. Allo studio c’è la possibilità di spalmare il lavoro su sette giorni anziché su cinque, ipotizzando la differenziazione dell’orario di ingresso. Idea che ricorda la proposta dal sindaco Giuseppe Sala, sulle scuole: «Non è forse immaginabile scaglionare l’orario di apertura delle scuole?», aveva detto. Palazzo Marino ragiona poi sulle due ruote: Sala ha lanciato l’idea che il governo acquisti migliaia di bici elettriche, che consentono di mantenere le distanze.

 
 

CANTIERI. Forse anche sull’onda di questa ipotesi green, tra i primi cantieri ad essere riattivati c’è la ciclabile Buonarroti-Monterosa. Ma i lavori ripartiti in città sono ormai tanti: «Adiamo verso i 100 cantieri - ha detto l’assessore Marco Granelli - e passiamo da un quinto a un terzo dei cantieri riattivati». Ripartiti anche cantieri M4 con la rilevazione della temperatura agli operai a inizio turno. Sullo stesso tema, la Lombardia ha espresso ieri soddisfazione per il fatto che altri governatori abbiano condiviso la necessità di valutare alcune riaperture, a partire dai cantieri edili.

NEGOZI. Se ila ripartenza delle attività produttive è di competenza del governo, sugli esercizi commerciali, la Regione può, e in realtà ha già, messo bocca. La riapertura dal 14 aprile di librerie, cartolerie e negozi di articoli per bambini ha fatto salire le barricate di Palazzo Lombardia, che con un’ordinanza si è messa di traverso: ok a negozi per bambini, ma librerie e cartolerie tengono giù le saracinesche.

TURISMO. Nella Milano che nel 2019 ha accolto oltre 10 milioni di turisti da tutto il mondo ci si dovrà abituare, almeno nel breve, ad accogliere i lombardi in gita. È il turismo di prossimità, spiegato dall’assessore comunale al Turismo, Roberta Guaineri: «La prima fase vedrà un turismo proveniente da aree molto vicine alla nostra città - ha spiegato - un turismo lombardo, ma forse ancora meno. La seconda fase sarà invece quella relativa a un turismo nazionale».

Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Aprile 2020, 10:55
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