Virginia Di Carlo doveva morire per la tetraparesi, oggi ha realizzato il suo sogno: «Ho una scuola di danza inclusiva»

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di Enrico Chillè

Virginia Di Carlo ha 27 anni, è affetta da tetraparesi spastica sin dalla nascita e secondo i medici non avrebbe mai camminato né avrebbe vissuto oltre i 18 anni. Invece Virginia è ancora qui, si è laureata, è diventata Cavaliere della Repubblica e con la forza che l’ha contraddistinta per tutta la vita è riuscita anche a realizzare il suo sogno: aprire, insieme alla sorella minore Martina, una scuola di danza per disabili e normodotati. Un progetto ambizioso, ma in fondo semplice per chi ha dimostrato coi fatti che nella vita, molte volte, nulla è impossibile.

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Si chiama Special Angels Dance School, ha appena compiuto un anno e si trova a Druento (Torino), il piccolo centro dove Virginia e Martina vivono. Per realizzare il loro progetto, le sorelle Di Carlo si sono affidate al crowdfunding della piattaforma Eppela e a MSD, un’azienda farmaceutica che ha contribuito alla raccolta fondi con una generosa donazione. Il vero punto di forza della Special Angels è l’inclusività, di cui Martina, 23 anni, rivela il segreto: «Grazie alla danza, mia sorella ha trovato equilibrio ed autostima. Non ho mai visto una disabilità in mia sorella, l’ho sempre trattata come una bambina come me, come tutti. Anche oggi non vedo la disabilità, è ovvio che ci siano dei limiti perché alcuni non riescono a camminare bene o ad alzarsi perché costretti in carrozzina. Mia sorella sembrava non poter camminare da piccola, invece ci è riuscita, ha preso la patente, si è diplomata e laureata». Virginia, invece, spiega: «Abbiamo voluto una scuola di danza aperta a tutti, sia disabili che normodotati: il nostro scopo è quello di integrare tutti, perché siamo tutti uguali».
 

 

Il motto della Special Angels è una frase di Jim Morrison: «Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare». Una frase, questa, che sembra riassumere la stessa vita di Virginia, capace di andare oltre i limiti imposti dalla disabilità. Grazie alla passione per la danza, infatti, si è laureata in Scienze motorie con una tesi sulle danze paralimpiche ed è stata nominata, a soli 25 anni, Cavaliere dell’Ordine al merito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Come è nata la vostra passione per la danza?
Martina: «I nostri genitori ballavano, avevano questa passione da sempre. I primi a fare danza siamo stati io e mio fratello maggiore, Michele. Virginia non c’era, mamma e papà erano un po’ preoccupati per la sua disabilità: lei non riusciva neanche a camminare e loro temevano ci potesse rimanere male. Poi, una volta venne a vedere una lezione di danza e l’insegnante aveva visto che Virginia era presa dalla musica e dal ritmo. Appoggiata al muro, aveva iniziato a fare dei passi e a quel punto l’insegnante le chiese: “Perché non balli?”. Da lì, anche lei ha iniziato a praticare la danza caraibica».

Il crowdfunding vi ha permesso di realizzare un sogno, oltre che un progetto ambizioso. Cosa vi ha spinto a tentare questa strada?
Virginia e Martina: «Nostra madre aveva contattato un ragazzo che si occupa di crowdfunding e abbiamo iniziato a farci pubblicità con alcuni video sui social. Da qui abbiamo iniziato a realizzare diverse interviste per la tv e per la radio, ma anche volantini e passaparola. In meno di due mesi siamo riuscite a raccogliere circa ventimila euro, di cui cinquemila donati direttamente da MSD».

Una cifra notevole, per un tempo così ristretto: ve lo aspettavate?
Virginia e Martina: «Non lo avremmo mai immaginato, infatti non smetteremo mai di ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto e continuano a farlo. Grazie di cuore, ci avete permesso di realizzare un sogno che sembrava impossibile».

La vostra scuola è aperta esattamente da un anno anche se è rimasta chiusa per i mesi del lockdown. Qual è la situazione attuale?
Virginia e Martina: «Nella nostra scuola, prima dell’emergenza, avevamo 100 iscritti, anche se non tutti sono allievi effettivi, c’è chi si è iscritto semplicemente per fare una donazione e darci una mano. Prima dell’emergenza le persone avevano iniziato a conoscerci e a sostenerci, si erano interessate alle nostre attività, poi il Covid ci ha letteralmente buttato giù, un po’ come è successo a tutte le attività. Ma ora siamo pronte a recuperare tutto, i corsi non sono pienissimi ma piano piano cercheremo di tornare a pieno regime. Abbiamo allievi provenienti un po' da tutta la provincia di Torino».

Come funziona la vostra scuola?
Virginia e Martina: «Le lezioni durano un’ora: iniziamo con riscaldamento ed esercizi sulla specifica disabilità dei ragazzi. Con la musica montiamo una coreografia, che può essere individuale o di gruppo. Come tutte le scuole di danza, abbiamo tariffe diverse per le lezioni individuali o per quelle in gruppo. In media ci sono tre-quattro lezioni al giorno: noi insegniamo danze caraibiche, per le altre discipline abbiamo altri insegnanti, una dozzina in tutto. Da noi gli allievi possono imparare l’hip-hop, la danza classica, il reggaeton, ma ci sono anche corsi di yoga, pilates e altro: vogliamo che ognuno possa trovare l’attività giusta in base ai propri gusti e alle proprie predisposizioni».

Oltre alle danze caraibiche, di cui siete insegnanti esperte, avete delle passioni per altre discipline che avete coltivato nel tempo?
Martina: «Noi abbiamo sempre ballato esclusivamente le danze caraibiche, da quando eravamo piccole, e per questo insegniamo questa disciplina. Io poi ho fatto altri studi, ad esempio ho preso l’attestato da insegnante di kangoo power, una disciplina abbastanza nuova, simile alla zumba, che fa lavorare tutto il corpo e si fa con delle speciali scarpe con le molle».
Virginia: «Io mi sono specializzata proprio sulle danze caraibiche, come dimostra anche la mia tesi di laurea. Quel titolo di studio è molto importante per me, mi ha dato coraggio e consapevolezza nell’affrontare questa avventura».

Come si insegna la danza ai ragazzi disabili? Ci sono delle difficoltà particolari?
Martina: «Con i ragazzi disabili ho una marcia in più, sono positiva e cerco sempre di ottenere miglioramenti. Loro lo avvertono e per questo si affidano a noi».
Virginia: «A volte mi trovo un po’ in difficoltà con alcuni ragazzi che hanno una disabilità intellettiva, perché magari fanno fatica a relazionarsi con me e a vedermi come la loro insegnante».

L’esempio di quello che è riuscita a fare Virginia in tutta la sua vita, però, dovrebbe essere uno stimolo per tutti.
Virginia: «Io cerco di dare il meglio di me come insegnante. Non è colpa di questi ragazzi, semplicemente non riescono a percepire tutto questo. Comunque si tratta di pochi casi, la maggior parte dei miei allievi mi segue e si lascia incoraggiare. A volte gli allievi dicono: “Ma quello è impossibile per me”. Io rispondo sempre: “La parola impossibile non esiste, non la conosco”».
Martina: «A volte anche gli stessi genitori dei nostri allievi trattano diversamente Virginia, forse perché la disabilità non è ancora vista da tutti come una cosa normale. Siamo tutti uguali, ma c’è ancora chi non lo capisce».
Virginia: «La disabilità spesso viene vista in modo approssimativo, molte persone pensano: “Sei disabile, punto”. In realtà esistono tanti tipi di disabilità ma per comprenderlo forse serve un’apertura mentale diversa».

Molti ragazzi disabili sono allievi della vostra scuola dall’apertura: è questa la maggiore soddisfazione?
Virginia e Martina: «Molti genitori non avrebbero mai immaginato che i figli disabili potessero fare progressi e realizzare una coreografia dall’inizio alla fine. Ne abbiamo visti tanti felici e soddisfatti, perché grazie a noi i loro figli sono riusciti a sfruttare le loro potenzialità, spesso nascoste e difficili da intravedere».
Avete qualche appello da fare pubblicamente?
Virginia e Martina: «Sì, abbiamo un obiettivo che ci sta molto a cuore: permettere ai ragazzi disabili che non hanno possibilità economiche di poter frequentare corsi di danza. Invitiamo chi volesse aiutarci ad aderire al progetto ‘Adotta un ballerino’: con le donazioni si possono finanziare iscrizioni e borse di studio per consentire ai ragazzi che non possono permetterselo di frequentare le lezioni gratuitamente».

La Special Angels Dance School si trova in via Dante Alighieri 7/A, a Druento (Torino). Per informazioni è possibile contattare i numeri di telefono 335243018 e 0113323559 o visitare il sito. Per aderire al progetto ‘Adotta un ballerino’ è possibile effettuare una donazione tramite Iban (IT78G0306909606100000140989).


Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Settembre 2020, 13:12
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