Rita Amenze denunciò il marito la settimana prima di essere uccisa: «Per i carabinieri non era un codice rosso»

Rita Amenze denunciò il marito la settimana prima di essere uccisa: «Per i carabinieri non era un codice rosso»

Rita Amenze il giorno prima di essere uccisa dal compagno Pierangelo Pellizzari aveva denunciato il marito. La donna, uccisa a colpi di pistola prima di iniziare il suo turno in fabbrica, si era recata dai carabinieri della stazione di Barbarano-Mossano (Vicenza) e aveva riferito che Pellizzari, la settimana prima, le aveva messo le mani addosso per cacciarla di casa.

 

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Un gesto che l'aveva spaventata molto, al punto da recarsi dai militari per chiedere aiuto. Per qualche giorno aveva deciso di riflettere sul da farsi ma alla fine si era convinta. Pur andando dai carabinieri non ha voluto sporgere denuncia, gli agenti dopo la segnalazione non hanno ritenuto ci fossero gli estremi per attivare un codice rosso, così, come riporta il Giornale di Vicenza, non è stato preso alcun provvedimento.

 

Una settimana dopo però Rita è stata uccisa di fronte alle sue colleghe, a sangue freddo, da un uomo che poi è fuggito. Pellizzari dopo qualche giorno di fuga è stato arrestato e nei prossimi giorni sarà interrogato. Rita era stata picchiata dal compagno perché gli aveva manifestato la sua intenzione di far venire in Italia i suoi tre figli, avuti da una precedente relazione. L'uomo a quel punto l'avrebbe spintonata e cacciata di casa, da quel momento quindi Rita era andata da una sua amica ma temeva il compagno.

 

Ai Carabinieri aveva chiesto che avessero un occhio di riguardo visto quanto era accaduto. I militari però dalle valutazioni avevano stabilito che non c'era alcuna emergenza o criticita. Pellizzari aveva già scontato una condanna di 4 mesi per aver picchiato la precedente compagna, motivo per cui gli era stato ritirato il porto d'armi.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Settembre 2021, 16:27
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