Genova, a febbraio via i lavori per il nuovo ponte: la ricostruzione costerà 220 milioni

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A oltre quattro mesi dal crollo del Ponte Morandi, sappiamo finalmente chi lo ricostruirà: il nuovo ponte sul Polcevera a Genova sarà infatti costruito da Salini Impregilo, insieme con Italferr e Fincantieri. Il progetto sarà eseguito da Italferr sull'idea dell'architetto genovese Renzo Piano, che già qualche mese fa aveva reso pubblico il suo progetto regalato alla città. Lo ha appreso l'agenzia Ansa, da fonti vicine alla struttura commissariale.

Genova, Renzo Piano presenta il suo progetto: «Nuovo ponte d'acciaio, dovrà durare mille anni»

Il raggruppamento ha vinto la gara che era diventata un testa a testa con il gruppo Cimolai di Pordenone. L'azienda friulana aveva presentato quattro progetti, tre dei quali firmati dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava. Secondo le previsioni del sindaco-commissario Marco Bucci, la ricostruzione dovrebbe partire il 31 di marzo, con la demolizione ancora in corso.

Il cantiere per la demolizione è stato aperto sabato scorso e vede impegnate cinque ditte - Fagioli, Omini, Vernazza, Ipeprogetti e Ireos - e la commessa ha un valore di 19 milioni. Il nuovo ponte costerà intorno ai 200 milioni di euro. Il tempo di realizzazione è stimato in circa un anno ma il commissario spera di vederlo in piedi entro la fine del 2019.




IL DECRETO ISTITUISCE LA ZLS L'istituzione della Zls, Zona logistica semplificata, prevista nel decreto Genova, può essere una grande opportunità per il porto di Genova - colpito dal crollo di ponte Morandi - che sarà il primo esempio italiano della sua applicazione. Spediporto, l'associazione degli spedizionieri genovesi con il convegno che si è svolto oggi a Palazzo San Giorgio lancia la richiesta di un posto per le categorie al tavolo con il governo per scrivere i decreti attuativi che daranno gambe alle Zls.

 
 

Il decreto ha disegnato il perimetro, la scommessa è definire i contenuti. Ne hanno parlato il presidente di Femoza, federazione mondiale delle zone economiche speciali e zone franche, Maurizio D'Amico, della Camera di commercio Luigi Attanasio, la fiscalista Sara Armella, il consigliere delegato al porto Francesco Maresca e Roberta Oliaro, past president Spediporto che rilancia anche la possibilità di trattare per ottenere (come richiesto già un anno fa) per il porto di Genova la Zes, che prevede vantaggi fiscali oltre che procedurali e deroghe amministrative.



«Significa sburocratizzazione e semplificazione amministrativa, uno strumento importante» spiega Alessandro Pitto, presidente di Spediporto. E aggiunge: «La Zls potrà servire anche a riportare in porto attività di logistica e manipolazione delle merci, che portano ricchezza». «Zls e Zes (Zone economiche semplificate) sono strumenti usati in tutto il mondo per attirare investitori. Non temiamo di cambiare modelli organizzativi» sottolinea Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto. 

Martedì 18 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:00
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