Genova, Renzo Piano presenta il suo progetto: «Nuovo ponte d'acciaio, dovrà durare mille anni»

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A poco meno di un mese dalla tragedia del Ponte Morandi, il cui crollo ha provocato la morte di 43 persone, è stato presentato il progetto di ponte che dovrà sostituire il viadotto di Genova. Un progetto che avrà una firma prestigiosa, quella dell'archistar Renzo Piano, genovese doc: «Questo ponte dovrà durare mille anni e dovrà essere d'acciaio», ha detto presentando la sua idea ed il disegno del nuovo ponte. «Certo, in questo progetto c'è qualcosa di una nave. Perché c'è qualcosa di Genova», ha aggiunto. «Questo cantiere dev'essere un cantiere di coesione». 

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IL SINDACO: NASCERÀ UN NUOVO QUARTIERE «Sotto al nuovo ponte Morandi faremo un quartiere bellissimo, attraverso un concorso internazionale, che oggi annunciamo, gli uffici comunali ci stanno già lavorando». Lo annuncia il sindaco Marco Bucci alla presentazione del progetto del nuovo ponte dell'architetto di Renzo Piano. «Il bando del concorso internazionale uscirà tra qualche mese - spiega - chiederemo di ridisegnare l'area sotto il ponte utilizzando anche l'area del Campasso, sarà un quartiere importante che rigenererà la parte urbana con il motto costruire sul costruito».

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L'ARCHITETTO IN PRIMA PAGINA SU LE MONDE «Renzo Piano ridisegna il ponte di Genova»: questo il titolo di un articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano Le Monde. «L'architetto italiano - prosegue il quotidiano - ha deciso di offrire alla città i piani della struttura che ha immaginato per sostituire quella crollata ad agosto». «Non ho mai lavorato in una tale situazione di urgenza - spiega l'architetto - Disastri di questa portata, fortunatamente, non sono frequenti». In acciaio, il nuovo ponte «dovrà 'cantarè, dovrà ricordare la storia, terribile, metabolizzare il lutto della città. È come la poesia del mare che registra suoni, voci, profumi, luce e li restituisce a coloro che hanno occhi per vedere e orecchie per ascoltare».



Da tre settimane, l'architetto non pensa ad altro. «Quando un ponte crolla non lo fa una sola volta. Crolla una prima volta con lo sbalorditivo disastro della struttura che collassa, una seconda quando capisci che si è portato via tutte quelle vite. Una terza quando sai che 600 persone devono lasciare le loro case. Nel mio immaginario di italiano, di cittadino francese, di cittadino del mondo, di europeo, che vede innalzarsi muri dappertutto, fisici e metaforici, è anche crollato una quarta volta. In un tale contesto, un ponte che crolla, un ponte fatto giustamente per unire, è una tragedia». E ancora: «Ho un dovere pubblico in questo Paese. E questo disastro mi ha profondamente colpito». Per lui, il ponte non sarà pronto in otto mesi, come detto in un primo tempo, ma in un anno o un anno e mezzo. «Costruire - conclude il senatore a vita - è sempre un gesto di pace, di solidarietà, spero che sarà anche un motivo di fierezza».

Venerdì 7 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:40
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