Poliziotti uccisi in questura a Trieste. Sequestrate armi e fondine, il sindacato: «Ci sono stati problemi»

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All'indomani della sparatoria all'interno della Questura di Trieste emergono dettagli più precisi su quanto accaduto in quei minuti drammatici in cui hanno perso la vita due giovani poliziotti. L'agente Pierluigi Rotta è stato raggiunto da due colpi di pistola al lato sinistro del petto e all'addome, mentre il collega Matteo Demenego, agnte scelto, è stato colpito 3 volte: alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena.  Nell'ambito delle indagini sulla sparatoria sono state sequestrate le fondine delle due vittime per verificarne l'integrità e anche le armi di tutti i poliziotti, come ha detto stamani il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi. 

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AGENTI UCCISI, PROBLEMI ALLE FONDINE 

«Nella vicenda dei due agenti uccisi ci sono stati problemi con le fondine. Al primo è stata sfilata la pistola perché aveva una fondina vecchia, in quanto quella in dotazione gli si era rotta. Al secondo agente ucciso, la fondina sarebbe stata strappata dalla cintura». Lo riferisce il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito all'omicidio di due poliziotti ieri nella Questura di Trieste. «Al secondo agente - prosegue il Sap - l'arma sarebbe stata strappata quando ormai era già in terra inerte a causa delle ferite per i colpi esplosi con la prima pistola sottratta».

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POLIZIOTTI UCCISI A TRIESTE, LA RICOSTRUZIONE Alejandro Augusto Stephan Meran, che si trovava all'interno dell'edificio per un'indagine per furto, è riuscito a sottrarre la pistola in dotazione a Rotta e a fare fuoco. Uditi gli spari Demenego è uscito venendo a sua volta colpito.
Dopo che Alejandro ha sparato e colpito i poliziotti, il fratello Carlysle si è barricato all'interno dell'ufficio di prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Trieste. Secondo la ricostruzione della sparatoria avvenuta ieri, l'uomo, una volta sentiti i colpi di pistola, impaurito e sotto shock, ha sbarrato la porta dell'ufficio spostando una scrivania. Poi, non udendo più gli spari, è scappato nei sotterranei dell'edificio, dove è stato individuato e bloccato da alcuni agenti.

 
 


POLIZIOTTI UCCISI A TRIESTE, IL DOMINICANO NON RISPONDE  Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, di origini dominicane, accusato di aver ucciso ieri pomeriggio due agenti della Questura di Trieste, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Ieri in tarda serata il magistrato di turno e il Procuratore, dopo che il primo in Questura aveva sentito il fratello Carlysle, hanno raggiunto l'indagato all'ospedale Cattinara per interrogarlo. Quest'ultimo però si è avvalso della facoltà di non rispondere. I magistrati lo hanno dichiarato in stato di fermo.  Alejandro Augusto Stephan Meran è accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio nei confronti del piantone della Questura. Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti ritengono che sussista il pericolo di fuga e di reiterazione di reato e per questo hanno chiesto la custodia cautelare in carcere, misura che il Gip dovrà convalidare o no una volta interrogato il giovane.
Ultimo aggiornamento: Sabato 5 Ottobre 2019, 15:33
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