Pamela, un altro uomo coinvolto nel delitto è in fuga: "Forse è stato lui a farla a pezzi"

Pamela, un altro uomo coinvolto nel delitto è in fuga: "Forse è stato lui a farla a pezzi"

Non solo i tre nigeriani indagati erano in casa con Pamela Mastropietro in via Spalato a Macerata, ma anche un quarto uomo, un ganese sarebbe stato con loro. A rivelarlo è Giallo che ha riportato un'indiscrezione giunta negli ultimissimi giorni agli inquirenti.

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Un testimone oculare, ritenuto attendibile, ha rivelato agli inquirenti un clamoroso particolare che potrebbe allargare l’inchiesta: nell'orario in cui sarebbe morta Pamela in casa sarebbe entrato un quarto uomo. L’uomo si chiama Hassan ed è originario del Ghana. I carabinieri hanno scoperto che subito dopo il delitto, Hassan ha fatto perdere le sue tracce, lasciando in tutta fretta Macerata, dove si trovava da pochi mesi. L'uomo ora è ricercato in tutta Italia e sembra che possa essere stato lui a smembrare la ragazza.



In questi giorni gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione anche sul terzo nigeriano. Anthony Anyanwu, un uomo molto importante nella comunità di Macerata, considerato un santone e punto di riferimento per molti. L'uomo ha detto che Oseghale gli ha telefonato la notte del delitto per dirgli che una ragazza era nel suo letto dopo essersi sentita male e quando si sono risentiti la mattina successiva gli aveva risposto che era andata via. Il sospetto però è che non dica la verità e si sta cercando di chiarire la sua posizione.

Si indaga anche su Mouthong Tchomchoue, conosciuto a Macerata come Patrick, il tassista abusivo che sarebbe stato contattato da Innocent per portare due valigie vuote. Dal racconto dell'uomo emerge, come riportano gli atti: 
«che durante il viaggio di andata l’Oseghale aveva fatto una lunga telefonata in lingua inglese e al ritorno una telefonata con una donna. Incuriosito dalla condotta del passeggero, era poi tornato sul luogo ove erano state lasciate le valigie e, apertone una, vedeva all’interno la mano di una donna. Incredulo, rientrava quindi a Macerata».​ Ma sulla posizione ci sono dei dubbi: Come ha fatto a vedere una mano? Ma soprattutto, come è possibile che la vettura non fosse sporca di sangue?

Dagli inquirenti è stata interrogata anche Michela Pettinari, la compagna di Oseghale che ha dichiarato di aver parlato con il marito, di aver sentito una voce femminile che rideva e alatre 3 voci maschili che parlavano una lingua a lei incomprensibile. Poi gli avrebbe scritto dei messaggi a cui però l'uomo non ha mai risposto.
Mercoledì 21 Febbraio 2018, 18:59
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