Covid, i dati Iss: «Possibile nuovo aumento dei casi. Solo Umbria a rischio alto». L'indice Rt regione per regione

Covid, i dati Iss: «Possibile nuovo aumento dei casi. Solo Umbria a rischio alto». L'indice Rt regione per regione

Coronavirus, quali Regioni cambieranno colore dopo il monitoraggio dell'Iss e del Ministero della Salute? C'è attesa per la pubblicazione del monitoraggio, con diverse Regioni che potrebbero passare da arancioni a gialle. In primis il Veneto, ma anche la Calabria, mentre la Lombardia dovrebbe restare arancione, con il Governatore Fontana che si è sfogato in un post su Facebook chiedendo invece il ritorno in zona gialla. 

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Il monitoraggio Iss vede un abbassamento dell'indice Rt: nel periodo 06 gennaio - 19 gennaio 2021, l'indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84 (range 0,75- 0,98), «in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l'uno», si legge nella bozza del monitoraggio settimanale della cabina di regia, con dati relativi alla settimana 18/1/2021-24/1/2021 (aggiornati al 27/1/2021).

L'indice Rt regione per regione

Tutte le regioni, tranne il Molise, presentano un indice di trasmissibilità Rt puntuale sotto 1. Lo scorso monitoraggio le regioni con Rt superiore a 1 erano state 10. Per il Molise viene indicato un Rt di 1.51 (era 1.38). Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 37/o monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute con dati al 27 gennaio relativi alla settimana 18-24 gennaio:

REGIONE RT PUNTUALE

Abruzzo 0,81

Basilicata 0.91

Calabria 0.82

Campania 0.97

Emilia Romagna 0.77

Friuli Venezia Giulia 0.68

Lazio 0.73

Liguria 0.87

Lombardia 0.84

Marche 0.88

Molise 1.51

Piemonte 0.82

PA Bolzano 0.8

PA Trento 0.56

Puglia 0.9

Sardegna 0.81

Sicilia 0.98

Toscana 0.95

Umbria 0.96

Valle d'Aosta 0.82

Veneto 0.61 

Fase delicata, possibile nuovo aumento

«L'epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». L'attuale quadro, si legge nelle bozza di monitoraggio settimanale, «impone comunque incisive misure restrittive. Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile».

Nella settimana 18-24 gennaio «si osserva una diminuzione dell'incidenza nel Paese (136,50 per 100.000 abitanti contro 152,85)» mentre resta molto alta nella Provincia Autonoma di Bolzano (582,75 per 100.000) sempre nel medesimo periodo. Così nella bozza del monitoraggio settimanale Covid della cabina di regia in cui si sottolinea che la diminuzione «è avvenuta nonostante l'estensione dal 15 gennaio della definizione di caso ai test antigenici rapidi». Calo dell'incidenza anche sui 14 giorni (11-24 gennaio):289,35 per 100.000 abitanti. Dati, si rileva, ancora lontani dai 50 per 100mila abitanti per il ripristino del tracciamento.

Solo Umbria a rischio alto

Questa settimana si continua a osservare un «miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di Regioni a rischio basso». Complessivamente, una sola Regione ha una classificazione di rischio alto (contro quattro la settimana precedente), 10 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto) e 10 con rischio basso.  L'Umbria è l'unica Regione che registra una classificazione complessiva di rischio «alta», per tre o più settimane consecutive, evidenzia la tabella relativa agli indicatori per la valutazione del rischio allegata al monitoraggio settimanale della cabina di regia. L'indice Rt della Regione, invece, è pari a 0.96 (0.9-1.02). Una Regione, il Molise, ha invece un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

Meno ricoveri, ma forti differenze tra Regioni

Scende il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o di aree mediche sopra la soglia critica (sono 8 contro le 12 la settimana precedente). L'occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (28%). Ma sono «forti le variazioni regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza, impongono comunque misure restrittive». Diminuiscono i ricoveri in rianimazione, da 2.487 a 2.372 e nelle aree mediche, da 22.699 a 21.355. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Gennaio 2021, 11:42
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