«Putin responsabile di genocidio». E invia altri 700 milioni di dollari in armi

«Putin responsabile di genocidio». E invia altri 700 milioni di dollari in armi

Genocidio. La parola l’aveva già usata Zelensky, e aveva irritato Israele, che sa bene che cosa significa. Perché secondo la definizione dell’Onu, genocidio sono «gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso». Ma ieri quella parola l’ha pronunciata l’inquilino della Casa Bianca per definire quello che sta perpetrando la Russia in Ucraina. E di fatto Joe Biden ha suggellato il punto più basso delle relazioni tra le due superpotenze dalla crisi dei missili di Cuba, quando il Mondo si trovò a un soffio dall’Olocausto nucleare.

È un escalation di parole, quella di Biden: dopo essere stato il primo ad accusare la Russia di crimini di guerra, dopo aver bollato Vladimir Putin come «macellaio che non può rimanere al potere», ieri ha alzato il tiro, durante un discorso in Iowa sull’aumento dei prezzi della benzina: «Putin è un dittatore che dichiara guerra e commette un genocidio». Parole pensate e volute, le sue: «Lasceremo agli avvocati decidere come qualificarlo a livello internazionale, ma di sicuro è quello che sembra a me». «È sempre più chiaro che Putin stia cercando di cancellare l’idea di essere ucraini - ha aggiunto - le prove si accumulano, sempre più prove arrivano delle orribili cose che i russi hanno fatto in Ucraina».

La reazione del Cremlino è stata immediata: «Parole inaccettabili» le ha definite il portavoce Dmitry Peskov. Ma anche la Cina ha puntato il dito contro la scelta lessicale di Biden: per Pechino il capo della Casa Bianca «alimenta le fiamme». «Qualsiasi sforzo della comunità internazionale dovrebbe raffreddare la tensione, non alimentarla, e si dovrebbe spingere per una soluzione diplomatica, non aggravare ulteriormente gli scenari» ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian. Ma anche il presidente francese Macron ha criticato Biden: «Questa escalation di parole non aiuta una soluzione del conflitto».

Gli Stati Uniti vanno avanti nella loro “guerra parallela” contro la Russia, e si preparano a stanziare altri 800 milioni di dollari (che porterebbero la cifra a 3 miliardi dall’inizio della guerra) in aiuti militari all’Ucraina. Tra cui anche elicotteri.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Aprile 2022, 06:00
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