Delitto di Garlasco, la Procura dà ragione ai legali di Alberto Stasi sulla prova del Dna

video
di Alessia Strinati

Stasi potrebbe aver avuto ragione in merito al DNA sotto le unghie di Chiara? Si riaccendono i riflettori sul delitto di Garlasco, quello in cui rimase coinvolta Chiara Poggi e per il quale è stato accusato il suo fidanzato, Alberto Stasi, condannato a 16 anni.

Leggi anche > Alberto Stasi, condannata la donna che lo insultò su Facebook: 9mila euro di risarcimento

Dopo anni dal delitto la Procura di Milano sembra dare ragione ai consulenti della sua difesa, la ‘Skp Investigazioni srl', un'agenzia di detective. L'agenzia nel 2016 prelevò il DNA di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, prelevandolo da una tazza di caffè in un bar senza consenso e senza che ne fosse a conoscenza. L'intento era confrontare il DNA di Sempio con quello sotto le unghie di Chiara. I legali del giovane si opposero, ma quelli di Stasi sostenevano che un confronto avrebbe potuto ribaltare la posizione di Alberto.
 

 

Il DNA sotto le unghie della vittima, già ritenuto insufficiente all'epoca del processo, infatti, anche stavolta è stato giudicato troppo scarso per un nuovo esame comparativo. Sempio è stato così scagionato. Ne è nata una battaglia legale, in cui gli avvocati di Sempio hanno fatto un esposto per la violazione del diritto di privacy, la procura di Milano ne chiese l'archiviazione, ma il gip si oppose e chiese che i detective fossero iscritti nel registro degli indagati.

Ora l'aggiunto Fabio De Pasquale ha chiesto nuovamente l'archiviazione sostenendo che anche se presi in modo illegittimo avrebbero di fatto potuto fare la differenza quei campioni nel processo Stasi, come riporta il Corriere della Sera, inoltre il gip sostiene che i dati genetici sarebbero stati usati solo per il tempo necessario alle analisi. Ora la palla torna al gip e la decisione presa potrebbe fare scuola. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Dicembre 2019, 14:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA