Furbetti del bonus Inps, tre deputati lo hanno ottenuto (sulle cinque richieste)

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Furbetti del bonus Inps, giornata convulsa a Montecitorio, dove si cerca di capire quali sono i 5 deputati che hanno ricevuto il sussudio. Secondo la tesi più accreditata si tratterebbe di tre leghisti, un deputato di IV e un M5S. A intervenire è Mario Lolini, deputato della Lega che smentisce di essere uno dei deputati che hanno percepito il bonus da 600 euro e aggiunge che neppure le sue aziende hanno mai fatto richiesta del bonus da mille euro che spettavano alle imprese agricole. Una smentita - si precisa in una nota - che giunge dopo un'ulteriore verifica fatta anche con il commercialista e che dimostra come non esistano neppure richieste fatte, a sua insaputa, a nome dell'onorevole.

A riceverlo, secondo le ultime informazioni, sarebbero stati tre deputati. Lo si apprende da fonti parlamentari, secondo le quali sarebbero tre e non cinque, come inizialmente emerso, i parlamentari con partita Iva beneficiari del sostegno introdotto dal governo per far fronte all'emergenza Covid. 

 

Rosato smentisce voci su IV

«Nessun nostro parlamentare ha ricevuto il bonus. Le notizie di queste ore che affermano il contrario sono prive di fondamento. Sarà nostra cura difenderci in tutte le sedi da chi sostiene il contrario». Lo annuncia all'Ansa il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva Ettore Rosato.

 

Luca Zaia: fuori i nomi

«Il sentiment è pesante, i cittadini dicono fuori i nomi. E penso che i cittadini debbono essere ascoltati» Così il presidente del Veneto, Luca Zaia il quale fa «appello a tutte le forze politiche: è fondamentale chiarire la vicenda, perchè viene meno la credibilità di tutta la classe dirigente. Se iniziamo a trincerarsi dietro alla privacy - ammette - non ne veniamo più fuori. E resta questo sospetto strisciante tra tutta la comunità, e mi metto nei panni dei cittadini che potrebbero avere il sospetto quando si trovano davanti un amministratore se questo è uno del bonus oppure no», col pericolo poi che ci sia «una caccia all'untore». «Non vorrei che con la scusa della privacy qualcuno scappa anche dalla 'contà. Non esprimo giudizi perchè ognuno avrà la sua giustificazione , le sue motivazioni». Zaia fa sapere di aver «già chiesto ai consiglieri veneti di darmi un ragguaglio, e spero che in giornata abbia questo censimento, poi a cascata ci saranno gli altri amministratori. Ci mettiamo poco a fare una sorta di 'me toò al contrario. Nel mio partito il segretario è stato chiaro indicando la sospensione che apre uno scenario peggiore. La sospensione - spiega - è già un atto importante: si chiede di fare un passo a lato. E visto il fronte delle candidature, vuol dire perdere quel treno. Se fosse per me quella persona non la candiderei».
 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Agosto 2020, 18:44
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