Fuga all'estero, sempre più italiani scappano: i dati preoccupanti sui giovani nel Rapporto Migrantes

L'Italia si trova demograficamente in caduta libera e i dati del Rapporto Migrantes iniziano a far paura

Fuga all'estero, sempre più italiani scappano: i dati preoccupanti sui giovani nel Rapporto Migrantes

Il futuro sempre più incerto nella nostra Italia spinge sempre più giovani a cercare fortuna all'estero. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto italiani nel mondo, della Fondazione migrante della Coferenza Episcopale italiana. A spaventare i più giovani è il rifiuto «anagrafico, territoriale e di genere» che li porta a lasciare il nostro Paese.

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Cresce la mobilità

 

La mobilità italiana, dal 2006 al 2022, è cresciuta dell'87% e oggi gli italiani residenti all'estero sono oltre 5,8 milioni, quando nel 2006 erano 3,1 milioni: è il 9,8% del totale dei residenti in Italia. «L'Italia ristagna nelle sue fragilità, e ha definitivamente messo da parte la possibilità per un individuo di migliorare il proprio status durante il corso della propria vita accedendo a un lavoro certo, qualificato e abilitante», ovvero si è fermato l'ascensore sociale, afferma il rapporto.

Le percentuali

Tra i 5,8 milioni di italiani all'estero, il 48,2% sono donne. Il 14,5% è composto da minorenni, il 21,8% ha tra i 18 e i 34 anni e il 23,2% è nella fascia 35-49 anni. La popolazione under 35 quindi è il 36,3% del totale (circa 2 milioni di persone), mentre tra i cittadini italiani residenti in Italia, questa fascia d'età rappresenta il 29,3% della popolazione. Anche la popolazione under 50 è in proporzione più numerosa tra gli italiani all'estero: il 53,8%, contro il 47,2% degli italiani in Italia. Questo dato non tiene conto degli stranieri che risiedono in Italia, che sono quasi 5,2 milioni, rappresentano l'8,8% della popolazione del Paese e sono più numerosi nelle fasce giovani.

Rifiuto anagrafico

Un rifiuto ‘anagrafico', quello percepito dai giovani italiani, perché l'occupazione delle persone tra i 15 e i 29 anni in Italia è particolarmente bassa: 29,8% nel 2020, contro una media dell'Unione europea del 46,1%. La differenza è evidente anche considerando che la fascia d'età 45-54 anni ha un tasso di occupazione che sfiora il 73%. Ma non finisce qui.

Rifiuto territoriale e di genere

È sempre più forte anche il rifiuto territoriale: i giovani che hanno un lavoro sono il 37,8% nel Nord, il 30,6% al Centro e solo il 20,1% al Sud. Infine, a questo si aggiunge il rifiuto di genere: ai due estremi della scala, i giovani uomini del Nord hanno un tasso di occupazione al 42,2% (quasi nella media europea) mentre per le donne residenti nel Mezzogiorno lo stesso dato è al 14,7%. Per questo sempre più donne fuggono all'estero. La mobilità femminile , sempre dal 2006 al 2022, è quasi raddoppiata: +94,8%. Il rapporto di Migrantes spiega: «L'Italia continua a mantenere i giovani confinati per anni in 'riserve di qualità e competenza' a cui poter attingere, ma il momento non arriva mai».

La perdita

Nell'ultimo anno, l'Italia ha perso lo 0,5% della sua popolazione residente: sono oltre 274mila persone. E non ci sono neanche grandi differenze tra le Regioni in questo, dato che tutte perdono residenti. Il fenomeno ha radici profonde. Dei residenti all'estero, circa uno su 5 (il 19,7%) è iscritto da meno di 5 anni all'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero), ma la metà lo è da oltre 15 anni: il 50,3%. Il rapporto Migrantes associa la crescita delle partenze «alla profonda crisi vissuta nel 2008-2009 dal nostro Paese». Ma anche una crisi più recente, quella legata alla pandemia da Covid-19, ha reso i giovani «una delle categorie più colpite dalle ricadute sociali ed economiche», ricorda il rapporto. Così, l'Italia si trova «demograficamente in caduta libera».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 9 Novembre 2022, 18:53
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