Covid in Veneto, Zaia: «Oggi 107 morti in 24 ore e 2.535 contagi. La giornata peggiore della seconda ondata»

Covid in Veneto, Zaia: «Oggi 107 morti in 24 ore e 2.535 contagi. La giornata peggiore della seconda ondata»

«Giornata nera per le vittime oggi in Veneto»: il governatore Luca Zaia snocciola i dati del bollettino, che oggi registra 107 morti nelle ultime 24 ore e 2.535 contagi. Il Veneto, dunque, registra un balzo di 107 decessi di pazienti con Covid nelle ultime 24 ore, che porta il dato complessivo delle vittime a 3.818. I nuovi contagi sono 2.535, numero contenuto se raffrontato con quelli delle ultime settimane, per un totale di 148.127 infetti dall'inizio dell'epidemia. Lo riferisce il bollettino della Regione. I soggetti attualmente positivi sono 80.997 (+332). Un dato fortemente negativo è quello dei ricoveri in area medica, 2.706, 98 più di ieri, mentre calano le terapie intensive, con 330 posti occupati (-9).

 

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Il bollettino

 

Tamponi fatti 2 milioni e 805mila quelli fatti ad oggi (13835 nelle ultime 24 ore), tamponi rapidi 994282 (33mila nelle ultime 24 ore), positivi 148127 da inizio pandemia (+2535), ricoverati 2706 (+98), terapia intensiva 330 (-9), morti 3818 (+107).

«Siamo nella fase alta della curva Covid, speriamo non riparta verso l'alto e invece scenda, per quanto ad oggi non lo sappiamo cosa accadrà - ha commentato Zaia -. Abbiamo un terzo dei positivi rispetto a marzo (dato su tamponi fatti) e abbiamo più ricoverati di marzo: il virus è meno presente di marzo ma il contagio è maggiore, questo significa che il distanziamento fra cittadini è più blando. L'incidenza è paurosa oggi e gli assembramenti sono il vero veicolo del virus. Dobbiamo aspettare misure restrittive o cambio di fascia per veder dimimnuire le curve del contagio? Spero proprio di no», si è augurato ancora il governatore.

 

Governo e Regioni

 

«La videoconferenza con governo, Regioni, Province e Comuni: cosa è emerso oggi (previsto anche un incontro domani). Bisogna normare l'assembramento, non la singola attività - questo ho detto durante l'incontro, ha assicurato Zaia - ho chiesto che ci sia una norma con ricaduta perequativa. Ho posto il tema dei ristori che devono essere una certezza. Abbiamo supportato la visione mediana per le piste da sci contenuta nel documento degli assessori delle Regioni di ieri, ma temo che non passerà questa posizione. Terzo punto sul quale abbiamo discusso è di natura sociologica: a marzo eravamo tutti più disposti a rispettare le regole, per alcuni oggi il Covid è un problema di chi è in ospedale. Per questo ho caldeggiato l'avvio di campagne di informazione serie e sincere per ristabilire i collegamenti con i cittadini. Non possiamo gestire il Coronavirus a suon di Dpcm e ordinanze regionali, serve un nuovo patto sociale con i cittadini. Dobbiamo spiegare quali siano le ricadute dell'infezione: la pressione ospedaliera, che sentiamo tutti, riduce la possibilità di fornire servizi ai pazienti, questa è una conseguenza diretta del Covid. Questo percorso dobbiamo farlo insieme perché rischiamo di farci davvero molto male. Sento tutti i giorni parlare del Natale, ma cerchiamo di avere più rispetto per i medici e gli operatori che il Natale lo passeranno a lavorare negli ospedali e nel rispetto dei pazienti ricoverati».

 

Zaia: «Dpcm mi auguro sia a due mani»

 

«Mi auguro che il Dpcm sia scritto a due mani, perché è centrale nella storia del Covid». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, sulle ipotesi del nuovo decreto. «Deve essere di lunga gittata - ha proseguito Zaia - fatto con i Governatori, e che sia di prospettiva. Qui c'è solo nero all'orizzonte, serve una prospettiva, altrimenti diventa un'epigrafe. Abbiamo 48 ore, se il governo ci manda in serata una bozza di testo si inizia a lavorare. Ce l'hanno già i giornali, almeno ce lo diano anche a noi. Noi Regioni diamo solo un parere, ma vogliamo che sia positivo; e finora è sempre stato positivo», ha concluso.

Per Zaia «serve un nuovo Patto sociale. Il viaggio che stiamo facendo verso aprile è troppo lungo per metterlo in mano solo a ordinanze e Dpcm, non si può gestire tutto con l'imposizione, è un percorso da fare assieme o ci faremo molto male», ha concluso.

 

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ROMA Il duello vero e proprio andrà in scena questa mattina, quando i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza riuniranno in videoconferenza i governatori regionali. Ma già nelle ultime ore, come da copione consolidato di tutta l'emergenza-, le Regioni (in primis quelle di centrodestra) sono andate all'attacco delle misure restrittive che sta mettendo a punto l'esecutivo.


 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: Martedì 1 Dicembre 2020, 14:20
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