Coronavirus, per Bonaccini tampone negativo. Fedriga: «Misure più stringenti in zone del Friuli più colpite» DIRETTA

Coronavirus, per Bonaccini tampone negativo. Fedriga: «Misure più stringenti in zone del Friuli più colpite» DIRETTA

Coronavirus, le ultime notizie in tempo reale. Mentre il Messico supera i 100mila morti e l'India i 132mila, in Italia il bollettino di ieri ci dà segnali di speranza, anche se il numero dei morti resta ancora troppo alto. Il Governo pensa a nuove regole per il Natale, con la riapertura dei ristoranti: ma le feste dovranno essere sobrie, «senza baci e abbracci», ha chiesto ieri il premier Conte. Oggi è anche il giorno di eventuali nuove decisioni sulle Regioni: il ministro Speranza ha firmato l'ordinanza che conferma le stesse misure per Lombardia, Calabria, Piemonte e Valle d'Aosta (che restano rosse) e Puglia e Sicilia (che restano arancioni). Non è ancora chiaro quale sarà il futuro delle altre regioni gialle, arancioni e rosse.

 

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LA DIRETTA

 

Ore 14.40 Fedriga: misure più stringenti in alcune zone Friuli «Stiamo ipotizzando di attuare misure restrittive più stringenti nelle aree della Regione con il maggior tasso di contagio». Lo ha detto il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, oggi pomeriggio a Trieste in occasione della conferenza stampa settimanale sull'andamento della pandemia. «Negli ultimi due giorni - ha spiegato - c'è stata un'impennata dei contagi e un aumento delle richieste nelle terapie intensive, questo porta a una situazione più difficile. Serve impegno da parte di tutti. Occorre evitare i contatti con le persone. Altrimenti glì sforzi fatti per salvare l'economia saranno vani».

 

Ore 14.08 Vaia (Spallanzani): a Roma Rt a 0,9 La Capitale «sta reggendo la seconda ondata, l'Rt è a 0.9 quindi sotto 1». A fare il punto è il direttore sanitario dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. Questo risultato «ci incentiva a fare ancora meglio», aggiunge. «È un lavoro che vede impegnati tutti i medici, dagli ospedali al territorio con le Uscar sul campo», ricorda Vaia. «Dalla terapie intensive si esce, allo Spallanzani la letalità sfiora l'1% e l'età media dei deceduti allo Spallanzani è 64 anni - sottolinea il direttore - pazienti con diverse malattie concomitanti: dall' ipertensione al diabete, grandi obesi e con disturbi cardiocircolatori». «Se continuiamo così possiamo augurarci un Natale sereno ma senza eccessi - rimarca Vaia - Senza però l'ottimismo di maniera del 'liberi tuttì. Occorre invece proseguire su questa strada con misure chirurgiche che, come vediamo, stanno portando i risultati».

 

Ore 13.55 Rasi: su vaccini Crisanti irresponsabile Quella di Crisanti» sui vaccini in arrivo contro Covid-19 è «una dichiarazione irresponsabile e intollerabile da una persona che dovrebbe conoscere le regole prima di affermare certe cose». Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema, si confessa «esterrefatto» davanti alle parole del virologo dell'università di Padova che a 'Focus Livè, Festival della divulgazione scientifica di 'Focus' in corso a Milano, si è detto «non disposto ad accettare scorciatoie» e pertanto non intenzionato a proteggersi dal coronavirus Sars-CoV-2 con «il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio». In una dura replica affidata all'Adnkronos Salute, Rasi invita Crisanti a dimostrare ciò che sostiene e ad assumersene ogni responsabilità sociale e morale. «Se Crisanti ha dei dubbi sull'iter di approvazione del vaccino - afferma Rasi, che proprio nei giorni scorsi ha concluso il suo secondo mandato alla guida dell'Ema - può fare una telefonata all'Agenzia italiana del farmaco Aifa o all'Ema, come fanno tutti i cittadini che ci chiedono come e perché approviamo i vaccini e in quali tempi». «Crisanti ci spieghi quali sono le scorciatoie usate - incalza l'ex direttore esecutivo dell'ente regolatorio Ue - quale impatto abbiano e su quali altre considerazioni basa la sua irresponsabile dichiarazione. Sfido Crisanti a fornirmi evidenza di quello che dice. Affermazioni di cui lo chiamiamo ad assumersi tutte le responsabilità sociali ed etiche».

 

Ore 13.40 Bellanova in isolamento per contatto con un positivo La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova è in isolamento fiduciario dopo un contatto con un positivo ed è in attesa dell'esito del tampone. La ministra è comunque impegnata dalla propria abitazione nel lavoro ministeriale e di Governo. Ad annunciarlo è l'Ufficio Stampa Mipaaf, spiegando l'assenza in questi giorni della ministra dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e Forestali.

 

Ore 13.38 Contagio stabile in Gb Segnali positivi sul rallentamento della diffusione del coronavirus nel Regno Unito dopo oltre due settimane di lockdown nazionale bis in Inghilterra e misure restrittive severe anche in Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Lo indicano le ultime statistiche aggiornate dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo quanto riporta la Bbc. I dati certificano negli ultimi giorni una stabilizzazione dei contagi complessivi in Inghilterra (dove vivono circa 55 milioni dei 66 milioni di abitanti totali del Regno) e in Scozia; e un calo più marcato in Galles e Irlanda del Nord. I contagi restano tuttavia in aumento fra i ragazzi in età scolare - con le scuole aperte - mentre scendono fra gli adulti.

 

Ore 13.30 Bonaccini negativo, continua cure polmonite «Questa mattina ho ricevuto una bella notizia: sono risultato negativo all'ultimo tampone di controllo. Ancora per qualche tempo dovrò proseguire a casa le cure per la polmonite, che migliora ma non può certo essere trascurata, ma il ritorno alla normalità è oggi più vicino». Lo annuncia su Twitter il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

 

Ore 13.10 Feltri: riaprire a Natale? Allora dpcm è una cretinata Riaprire tutto a Natale? «Personalmente lo trovo assurdo. Non è che il Governo ha chiuso per fare un dispetto ai commercianti o a tutto il terziario ma lo ha fatto per proteggere la popolazione da un virus che sta facendo dei disastri. E siccome arriva il Natale ora dobbiamo spendere e quindi torniamo ad aprire tutto? Allora vuol dire che quello in vigore è un provvedimento cretino! Trovo tutto abbastanza paradossale». Così Vittorio Feltri sulle misure che il Governo in queste ore sta decidendo di adottare per il Natale, tra cui la riapertura dei bar e ristoranti fino alle 20. «Devo ammettere che non ci sto più capendo niente -sottolinea- arrivano disposizioni ogni 10 minuti che confondo con quelle precedenti. A me del Natale non me ne frega un ca..., io non abbraccio nessuno perché mi dà fastidio il contatto fisico con le altre persone a meno che si tratti di belle signore che mi piacciono -scherza Feltri- Io anche con i miei figli non sono mai stato sdolcinato, niente bacetti, niente di niente. Poi dello shopping non me ne fot... nulla! Ho già tutto anche il superfluo quindi la problematica non mi sfiora».

 

«L'unica cosa che mi dà fastidio -ammette Feltri- è la chiusura totale dei ristoranti perché un paio di volta a settimana ci andavo volentieri. Ora per bere un caffè devo stare fuori dal bar, me lo portano in un bicchierino di cartone, pazienza! Anche questo si sopporta. Il problema non è questo, il problema è che arrivi presto un vaccino che risolva le cose una volta per tutte!». E sulle misure per tutelare gli anziani Feltri infastidito commenta: «Io non capisco perché mettere gli anziani in una situazione diversa dal resto della popolazione -dice- non è l'età che fa l'individuo ma è l'individuo che eventualmente ha un'età. Ho visto tanti 90enni guarire dal Covid, queste sono discriminazioni che hanno anche un sapore di razzismo. Gli anziani facciano gli anziani -sottolinea- non sono mica cretini! Se uno è anziano non può che essere contento perché l'unico modo per vivere a lungo è invecchiare». 

 

Ore 13.05 Pfizer e Biontech chiedono autorizzazione a Fda Biontech e Pfizer hanno inoltrato la richiesta di autorizzatione alla United States Medicines Agency (FDA) per mettere sul mercato il vaccino anticovid. Lo scrive la Dpa citando un comunicato dei due gruppi. «Il nostro lavoro per rendere disponibile un vaccino sicuro ed efficace non è mai stato più urgente, visto che continuiamo a vedere un allarmante aumento dei casi di Covid-19 a livello globale», ha detto Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, sottolineando che «presentare la domande negli Stati Uniti è una pietra miliare nel nostro viaggio per distribuire il vaccino nel mondo. Ora abbaiamo un quadro più completo dell'efficacia e della sicurezza del vaccino, cosa che ci dà fiducia nel suo potenziale». Bourla ha detto prosegue il lavoro «con la Fda e le autorità di regolamentazione a livello globale per ottenere l'autorizzazione per il candidato vaccino al più presto possibile». Secondo Ugur Sahin, Ceo di Biontech, la richiesta di oggi è «un passo cruciale» e che, «come azienda tedesca, con sede in Germania, nel cuore d'Europa, la nostra interazione con l'Ema è di particolare importanza. Abbiamo costantemente fornito dati nell'ambito del processo di revisione». Pfizer e Biontech hanno già avviato il processo autorizzativo in varie parti del mondo (per esempio con l'Ema e le autorità britanniche) e prevedono di ampliare ulteriormente il numero nei prossimi giorni. Le società hanno precisato che il vaccino non ha ancora avuto il via libera per la distribuzione in nessuno Stato.

 

Ore 12.55 Zaia: in Veneto l'Rt è calato «Per i numeri, per la sensazione e il clima di gestione che abbiamo, per noi non è cambiato nulla rispetto all'altro venerdì. Dai calcoli nostri, il nostro Rt è sensibilmente calato». Lo ha detto oggi il presidente del Veneto Luca Zaia. «C'è una sostanziale tenuta sulle terapie intensive - ha aggiunto - se non qualche criticità nel Veronese. Il trend non è di forte crescita, ma di crescita leggera, con giorni come oggi negativi. Le criticità toccano soprattutto i ricoveri ordinari, non più le terapie intensive. Questo vale anche e soprattutto per la gestione degli 8.000 pazienti non Covid. Nelle intensive c'è un innalzamento dell'età media, e ci fa pensare che la durata sarà più importante, questo dato - ha concluso - non permette turnover più rapidi».

 

Ore 12.41 Viola: se a gennaio c'è vaccino Pfizer, contenta di farlo «Se a gennaio io venissi chiamata per la vaccinazione con il vaccino della Pfizer, non avrei nessun dubbio e sarei molto contenta di farmi vaccinare. E non perché sono incosciente o inconsapevole, esattamente per il motivo opposto: ho studiato il vaccino, so come è fatto e come funziona, ho seguito la sperimentazione e conosco le regole ferree che lo porteranno (speriamo) all'approvazione. La conoscenza libera dalla paura dell'ignoto». Così Antonella Viola, immunologa e ordinaria di Patologia Generale dell'Università di Padova, in un post su Facebook. Ieri il virologo Andrea Crisanti invece si è detto scettico sul sottoporsi al vaccino già nel mese di gennaio. «Ricordiamo che il vaccino, quando arriverà, avrà concluso una fase III con oltre 40.000 persone coinvolte e sarà approvato solo se in queste persone non avrà causato effetti collaterali importanti. Quindi - avverte - non ascoltate chi insinua dubbi sui vaccini: la scienza non accetta scorciatoie ed è aperta alla verifica dei dati». 

 

 

Ore 12.25 Vaccino Pfizer, attesa a ore richiesta alla FDA Pfizer con il suo partner BionTech e Moderna «stanno per presentare alla Fda» americana «la richiesta di autorizzazione all'uso di emergenza per i loro vaccini contro Covid-19». Ad anticiparlo è stato Alex Azar, Health and Human Services (Hhs) Secretary, durante un briefing della task force sul coronavirus Sars-CoV-2 della Casa Bianca, indicando oggi, venerdì 20 novembre, come la data in cui Pfizer dovrebbe muoversi in tal senso. E Moderna a seguire: «Ci aspettiamo di vedere presto la presentazione della richiesta - ha confermato Azar a 'Fox Business' - anche da Moderna». «Speranza e aiuto sono in arrivo», ha commentato il segretario degli Hhs. Entrambe le iniezioni scudo sono in fase 3. Si tratta di «due vaccini, ciascuno con un'efficacia intorno al 95%, che rivaleggiano con l'efficacia del 98% del nostro vaccino contro il morbillo. Con oltre 40.000 pazienti in ciascuno di questi trial clinici si stanno dimostrando buoni profili di sicurezza», ha continuato Azar, sottolieando la velocità con cui si è arrivati a questo punto: «Dieci mesi». 

 

12.00 Il bollettino delle Marche Sono 512 le positività al coronavirus rilevate nelle ultime 24 ore nelle Marche su un totale di 3.367 tamponi: la percentuale positivi/tamponi è del 29,68% se si considerano solo i test del percorso nuove diagnosi e del 15,2% invece del totale dei tamponi che ne comprende anche 1.642 del percorso guariti. Il numero più alto di casi nell'ultima giornata, fa sapere il Servizio Sanità della Regione, si è registrato in provincia di Macerata (158); seguono le province di Ancona (145), Pesaro Urbino (113), Ascoli Piceno (47), Fermo (46); tre i contagi da fuori regione). I casi comprendono 77 soggetti sintomatici. Ci sono inoltre contatti in setting domestico (117), contatti stretti di casi positivi (148), contatti in setting lavorativo (29, in ambienti di vita/socialità (31), in setting assistenziale (4), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (16), screening percorso sanitario (6 casi rilevati) e due rientri dall'estero. Per altri 82 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.

 

Ore 11.24 Lopalco: dopo l'inverno torneremo alla normalità La «strategia» per gestire la pandemia di coronavirus e garantire la didattica in presenza è quella «dello stop and go: cioè, raffreddare la circolazione del virus quando sta cominciando a dare segnali per bloccarlo. Basterebbero 2-3 settimana di stop» per bloccare la circolazione, per poi riprendere con le lezioni in presenza nelle scuole. Lo ha spiegato l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, intervenendo in videoconferenza alla celebrazione della «Giornata Mondiale dei diritti dei bambini/e 'I diritti fanno goal» organizzata dal garante della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio.

 

«Sono stato descritto - ha aggiunto Lopalco - come nemico dell'istruzione, solo perchè mi sono permesso di dire che mandare 25 bambini in una classe durante una pandemia non è una buonissima idea e non serviva un grande epidemiologo per dirlo, bastava il buon senso. La pandemia ci ha costretto a inserire nella scuola la didattica a distanza, una modalità di insegnamento che se integrata bene in un sistema moderno potrebbe rappresentare anche la didattica del futuro». «Sono vicinissimo - ha concluso - ai nostri ragazzi, al mondo della scuola e spero che presto possano esserci segnali di raffreddamento della circolazione del virus, qualche piccolo segnale lo abbiamo già».

 

«Mi affido ad un vecchio detto popolare: quest'anno, Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi. Cioè Natale con poche persone, pochissime, molto intime. Mentre e Pasqua saremo liberi». Secondo l'epidemiologo in primavere la situazione potrebbe tornare alla normalità e la fase acuta della pandemia potrebbe essere superata. «Quello che posso dire è state buonini per qualche altro mese, passato l'inverno torneremo alla vita di prima», ha aggiunto Lopalco.

 

Ore 11.10 Il bollettino dello Spallanzani  In questo momento sono ricoverati all'Istituto Spallanzani di Roma «240 pazienti positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2. Sono 41 i pazienti ricoverati in terapia intensiva», uno meno rispetto a ieri. Lo sottolinea il bollettino di oggi dell'istituto per le malattie infettive capitolino, riferendo che i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono, a questa mattina, 1.249.

 

Ore 10.44 In Toscana 2.207 nuovi casi  «I nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore in Toscana sono 2.207 su un totale di 22.129 tamponi effettuati». Lo annuncia su Facebook, anticipando i dati del bollettino quotidiano sull'emergenza coronavirus, il presidente della Toscana Eugenio Giani. «Continuiamo a essere responsabili per diminuire i contagi e tornare presto a vivere la Toscana!», aggiunge Giani. Nel post, inoltre, ringrazia «le donne e agli uomini che stanno lavorando incessantemente negli ospedali, come in terapia intensiva a Lucca, garantendo non solo cura e assistenza ma anche un sorriso a chi non vede da giorni i propri cari». 

 

 

Ore 10.25 Toti: da Immacolata a Epifania ci giochiamo un pezzo di Pil «Tratteniamo il fiato e cerchiamo di arrivare con quest'assetto, i 21 parametri, le tre fasce, senza litigare, fino al 3 dicembre, cioè fino al prossimo Dpcm. Ma poi bisognerà cambiare, semplificare. Si avvicina il mese cruciale; servirà un cruscotto più snello certamente. E va bene l'algoritmo, ma va applicato ai dati degli ultimi 3 giorni non degli ultimi 20, come succede adesso. Però credo che di questo se ne siano resi conto gli stessi tecnici del governo. Ma attenzione: dall'Immacolata all'Epifania, ci giocheremo un pezzo significativo del Pil nazionale, quindi dovremo farci trovare pronti». Così il governatore della Liguria Giovanni Toti sul Corriere della sera dove dice di escludere che la sua Regione possa finire in zona rossa: «Da un punto di vista tecnico-scientifico sarebbe ingiustificabile. Il nostro Rt, l'indice di contagio, secondo l'ultimo report è sceso a 0,9. Con gli ultimi dati dovremmo piuttosto tornare in fascia gialla, ma d'accordo con i nostri tecnici ritengo sia meglio aspettare. Meglio un'altra settimana in arancione che finire in rosso a Natale e Capodanno». Secondo Toti dopo il 3 dicembre bisognerà esser pronti «agli stop and go, a cambiare in corsa le decisioni, a stringere e allargare le maglie nel minor tempo possibile; il sistema di controllo non dovrà essere più quello di una portaerei ma di un incrociatore capace di cambiar rotta all'istante». Nessuno di noi sta pensando a un Natale di tombole e mercanti in fiera o a un Capodanno coi trenini in famiglia, capisco la prudenza del premier ma convivere con il virus vuol dire anche assumersi qualche rischio«. »Il periodo delle feste natalizie coincide con il 30% del volume di acquisti di un intero anno - conclude Toti - se non vogliamo uccidere il commercio e mortificare i rapporti sociali dovremo essere bravi a non cancellare le aspettative emotive, religiose ed economiche del Paese. Dico al governo: servirà condivisione, collaborazione«.

 

Ore 10.01 Gianni Morandi: se riapriamo a Natale rischiamo terza ondata peggiore «Se riaprono a Natale poi passiamo ad una terza ondata peggiore, quindi facciamoci un Natale pensando al bene, ai parenti recitando una poesia per nostro Signore, ma la salute prima di tutto. Se allarghiamo troppo poi succede come questa estate che si è aperto tutto, tutti che entravano e uscivano e poi alla fine abbiamo pagato molto di più, quindi stiamo attenti a questo Natale». Così Gianni Morandi nel corso di un'intervista a 'Giletti 102.5' su Rtl 102.5, sull'idea di possibili riaperture nel periodo natalizio. «È difficile parlare di questi argomenti -sottolinea- io continuo ad avere testimonianze di persone che mi dicono: 'non si può scherzare con il virus, non è vero che non esiste, non è vero che prende solo i vecchì. Per esempio ieri è morta una ragazza di 21 anni qui a Bologna, io sono sconcertato». «Io e mia moglie sicuramente usciamo di meno -racconta il cantante- viviamo in campagna quindi riusciamo a fare delle passeggiate, io ho la passione della corsa e ci vado senza mascherina, e se dovessi incontrare qualcuno mi allontano molto, anche se è difficile qui in campagna incontrare qualcuno. Di solito faccio 12, 13, 15 km, dipende, ma è questione di abitudine, se per un giorno non lo faccio, quasi sto male».

 

Su come festeggerà il prossimo Natale Morandi continua: «Da quando conosco Anna siamo abituati a fare la Vigilia con mio figlio e i miei nipoti che vengono da Roma e il giorno di Natale sempre a casa della sorella di Anna, Lucia e proprio ieri ha telefonato per dire che questo anno non lo farà e rompe una tradizione che esiste da 25 anni. Noi stiamo illuminando qualche albero qui fuori, ma se non vengono i figli e i nipoti non è la stessa cosa». In merito all'idea di 'separarè i giovani dagli anziani per tutelarli il cantante commenta: «Io sto attento e se incontro qualcuno parlo con la mascherina, ma questa cosa di distanziare gli anziani dai giovani non mi piace, io sono anziano da un bel pò gli anni ci sono e si sentono». Infine è Morandi che fa una domanda a Giletti: «So che ti presenti come Sindaco di Roma…», e Giletti risponde: «Eh non si sa mai nella vita arriviamo a Natale e vediamo cosa succede». 

 

Ore 9.55 Di Maio: da ultimo bollettino segnali di speranza «Nella lettura dell'ultimo bollettino ci sono alcuni dati che devono darci speranza. La percentuale positivi / tamponi effettuati scende per il terzo giorno consecutivo. In leggero calo anche i decessi, anche se ancora sono tanti. E frena l'aumento delle terapie intensive. Buone notizie, anche se ancora serve tanta prudenza perché i contagi sono alti». Lo sottolinea, in un post su Facebook, Luigi Di Maio. «Questo non vuol dire che abbiamo sconfitto il covid - prosegue il ministro degli Esteri - ma significa che lentamente le misure messe in campo per fronteggiare il virus ci consegnano i primi risultati. Ora inizia una fase molto importante, perché adesso dobbiamo rispettare ancora di più le misure anti covid, dobbiamo fare ancora più attenzione a salvaguardare la nostra vita, quella delle persone più fragili e di chi ci sta attorno». «Nelle ultime 24 ore mi sono confrontato con i miei colleghi europei. Mi hanno raccontato quello che sta succedendo nei loro Paesi. E lasciatemi dire che in alcune realtà la situazione è drammatica, sicuramente peggiore della nostra. Diamoci forza, questo è il momento di dimostrare compattezza, di rimanere uniti», conclude Di Maio.

 

Ore 9.45 Burioni: Se Ema dà l'ok, subito vaccini anche a Natale e Capodanno Per il vaccino anti Covid «se ok Ema a dicembre, il giorno dopo devono cominciare le vaccinazioni, senza fermarsi neanche a Natale e Capodanno. Chi ha orecchie per intendere intenda. Ritardi burocratici significherebbero morti evitabili. Non sarebbe accettabile». Lo scrive il virologo Roberto Burioni su Twitter in risposta alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che aveva parlato di un possibile via libera dell'Agenzia per i farmaci europea per dicembre.

 

Ore 9.40 Germania, oltre 23mila casi e 260 morti In Germania sono stati registrati 23.648 nuovi casi di coronavirus, per un totale di 879.564 dall'inizio della pandemia. Secondo i dati diffusi dal Robert Koch Institute i nuovi decessi accertati nelle ultime 24 ore sono stati 260, per un totale di 13.630.

 

Ore 9.25 In India oltre 9 milioni di contagiati Il numero di casi accertati di coronavirus in India ha superato i 9 milioni, risultando il secondo Paese più colpito a livello globale dopo gli Usa, con un aumento di infezioni nella capitale Ned Delhi, nonostante il trend discendente registrato nel resto del Paese. Dall'inizio della pandemia sono stati registrati 9.004.365 casi, con 45.882 casi nelle ultime 24 ore. I nuovi decessi sono stati 584, per un totale di 132.162, il bilancio più alto dopo quelli di Stati Uniti e Brasile. A New Delhi sono stati accertati 7.546 nuove infezioni 98 decessi nelle ultime 24 ore.

 

Ore 9.01 Messico, oltre 100mila vittime Il bilancio delle morti per coronavirus in Messico ha superato le 100 mila vittime, portando il Paese diventare il quarto al mondo ad aver oltrepassato questa soglia. «Oggi in Messico abbiamo 100 mila persone che hanno perso la loro vita a causa del Covid», ha detto il viceministro della Salute, Hugo Lopez-Gatell, in conferenza stampa.

 

Ore 8.30 Crisanti: vaccino a gennaio? Io non lo farei «Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie». Sono le parole del virologo Andrea Crisanti ospite oggi nello studio di Focus Live, il festival della divulgazione scientifica di Focus, al Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano dal 19 al 22 novembre. «Io sono favorevolissimo ai vaccini - ha continuato Crisanti - ma questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3. Questo è successo perché hanno avuto fondi statali e quindi si sono potuti permettere di fare insieme le tre fasi perché i rischi erano a carico di chi aveva dato i quattrini. Ma facendo le tre fasi in parallelo, uno si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi».

 

In questo momento, secondo Crisanti, «non abbiamo una vera arma a disposizione. Dobbiamo creare un sistema di sorveglianza nazionale che superi le differenze regionali, per equiparare le differenze tra le varie regioni: prendiamo la Calabria, una regione lasciata a sé stessa che chiaramente non può uscire da sola da questa emergenza». Se lui fosse il presidente del consiglio, creerebbe «una rete di laboratori in Italia capaci di fare centinaia di migliaia di test. Creerei una struttura informatica di big data integrata con l'app Immuni. Cambierei la governance di Immuni e cercherei di farla più trasparente in modo che le persone siano più coinvolte. Creerei una rete capillare per portare i tamponi là dove effettivamente servono e cambierei rapporti tra Regioni e Governo per quanto riguarda la governance della sanità pubblica».

 

In particolare, «al posto delle aziende ospedaliere governate dalle Regioni (che allo stesso tempo controllano e governano), romperei questo rapporto. Le Regioni che controllassero e le unità sanitarie completamente indipendenti che spendessero. Questa catena di dipendenza è una delle storture del sistema sanitario nazionale. E infine direi al privato: vuoi aprire un ospedale? Aprilo pure, ma ci metti il pronto soccorso e il reparto di rianimazione. Altrimenti il privato ad esempio gode dei redditi di un'operazione di cardiochirurgia e al sopraggiungere di problemi il paziente passa in rianimazione al pubblico». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Novembre 2020, 14:45
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