Coronavirus, la speranza del vaccino: «Già in autunno per medici e anziani»

Coronavirus, la speranza del vaccino: «Già in autunno per medici e anziani»

Quando finirà l'emergenza coronavirus? Le speranze iniziali di tanti erano legate alla bella stagione, dato che solitamente le alte temperature contribuiscono a debellare i normali virus dell'influenza: speranze però basate per ora sul nulla, considerando che il Covid19 è un virus nuovo di cui anche gli esperti conoscono pochissimo. Ma una speranza vera e tangibile potrebbe arrivare dal vaccino, che potrebbe essere già pronto il prossimo autunno.

Leggi anche > Coronavirus nel Lazio, 173 nuovi contagiati di cui 43 a Roma

Ad affermarlo è un esperto, lo scienziato italiano Andrea Carfi, a capo della ricerca sulle malattie infettive dell'azienda biotech americana di Cambridge, Massachusetts, che per prima ha elaborato un vaccino sperimentale contro il coronavirus e ora lo sta testando su 45 volontari. In un'intervista esclusiva a L'Espresso, Carfi ha detto che per medici e anziani il vaccino può essere pronto in autunno e la sua distribuzione di massa potrebbe iniziare il prossimo anno. «L'utilizzo della tecnologia dell'Rna ci ha permesso di andare molto rapidamente. Siamo cautamente ottimisti: l'obiettivo è arrivare alla fase 3 in autunno per ottenere l'approvazione del vaccino nel 2021», spiega Carfi.

Leggi anche > I dati choc a Bergamo: «Almeno 1.800 trentenni con la polmonite»

«Data l'emergenza, le autorità regolatorie potrebbero forse autorizzare la somministrazione in via eccezionale anche prima dell'approvazione definitiva, a partire dall'autunno di quest'anno, solo per medici, infermieri e operatori sanitari che ogni giorno rischiano il contatto con il virus. E, a seguire, le persone anziane». «In questa prima fase - aggiunge lo scienziato - l'obiettivo è dimostrare che il vaccino è ben tollerato e non causa effetti collaterali a dosi crescenti. Si potrà anche dimostrare che è immunogenico e produce gli effetti desiderati. Si tratta della fase iniziale per poi testare il vaccino in un numero di persone molto più ampio».

Carfi dice inoltre che grazie all'esperienza pregressa e ai risultati ottenuti in passato su vaccini contro altri virus della stessa famiglia si è arrivati molto rapidamente al disegno del vaccino. «In meno di tre settimane abbiamo iniziato studi pre-clinici, dimostrando che il vaccino funzionava in vitro e abbiamo avviato gli esperimenti nei topi. Dopo solo quarantadue giorni dalla pubblicazione della sequenza siamo stati in grado di inviare il vaccino al National Institute of Health per iniziare gli studi clinici».

Lo scienziato indica che ora serviranno circa sei-otto settimane per elaborare i dati e passare alle fasi successive, ma l'azienda ritiene che già in autunno il vaccino possa essere pronto per essere distribuito a operatori sanitari ed eventualmente anziani, in attesa della autorizzazione per la produzione di massa che potrebbe iniziare nel 2021: «Si sta lavorando su diversi fronti - conclude Carfi - incluso quello della produzione del vaccino in larga scala, milioni di dosi da produrre e somministrare, dopo l'approvazione definitiva». 

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Marzo 2020, 21:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA