Coronavirus, primo italiano positivo: è tra i 56 rientrati da Wuhan. Ricoverato allo Spallanzani: come sta

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Coronavirus, primo italiano positivo al testSi tratta di uno dei 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina ed attualmente in quarantena nella città militare della Cecchignola a Roma. In serata la nota dell'ospedale Spallanzani dopo che l'allerta era scattata in seguito alle analisi condotte sui tamponi effettuati agli italiani sotto osservazione. Intanto sale a 563 il numero di vittime dell'epidemia, secondo la mappa online sviluppata dal Center for Systems Science and Engineering. 

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CHI È L'ITALIANO POSITIVO AL CORONAVIRUS

Il soggetto interessato, un uomo di 30-40 anni alloggiato da solo in una stanza, era stato nel frattempo trasferito e posto in isolamento all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani per ulteriori accertamenti. Allo Spallanzani sono attualmente ricoverati in terapia intensiva i due turisti cinesi trovati positivi al test che fino a questa sera erano gli unici due casi di coronavirus in Italia.
 
 

POSITIVO AL TEST: LE SUE CONDIZIONI

L'Istituto superiore di sanità (Iss) ha appena comunicato alla task force del ministero della Salute l'esito positivo del test di conferma per il coronavirus su uno dei rimpatriati italiani da Wuhan, messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. Lo comunica lo stesso Iss precisando in una nota che il paziente è attualmente ricoverato all'istituto Spallanzani con «modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale»

SORVEGLIANZA NAZIONALE

L'Iss, si rileva nella nota, sta coordinando l'organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test, l'Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task force del ministero della Salute. 

ITALIANI IN QUARANTENA: «CON INFETTO POCHI CONTATTI»

«Con questa persona risultata positiva, un giovane tra i 30 e i 40 anni, abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola». A parlare sono alcuni degli italiani in quarantena, rientrati giorni fa dalla Cina, ora nella città militare della Cecchignola a Roma, dove si trovava anche la persona trasferita allo Spallanzani e risultata positiva al Coronavirus.

IL PREMIER CONTE

Il premier Giuseppe Conte, dopo un vertice alla Protezione civile con il ministro della Salute Roberto Speranza e prima di conoscere l'esito definitivo dei test, aveva subito sottolineato che l'Italia ha adottato «il principio di massima precauzione». Conte ha anche voluto ringraziare tutti i volontari della Protezione Civile: «In poche ore sono riusciti ad organizzare un servizio di verifica e monitoraggio che ha coinvolto 62 mila cittadini passeggeri su 521 voli internazionali».

TASK FORCE

La task force istituita dal ministero della Salute - e che si riunisce giornalmente per fare il punto sull'emergenza legata al coronavirus - è pronta a varare ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio. A chiarire la situazione è lo stesso presidente del Consiglio, dopo il vertice pomeridiano alla Protezione civile: «Sul Coronavirus stiamo parlando di un rischio sanitario che richiede un costante aggiornamento. Dobbiamo mantenerci flessibili e se del caso aggiornare le nostre misure proprio perché mantengano la soglia di massima precauzione». La situazione, cioè, è in evoluzione e nelle prossime ore sarà fondamentale l'andamento della curva epidemica in Cina: a fronte di un aggravamento ulteriore del numero dei contagi, dunque, si potrebbero valutare misure più restrittive anche di quarantena mentre, a fronte di un calo dei contagi, si potrebbe ad esempio valutare una attenuazione del blocco dei voli. Nulla al momento è però deciso. La situazione, spiega anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, «è evolutiva. La curva è ancora in crescita. Ogni giorno aumenta il numero di contagi in Cina di 3/4mila unità. Finché questa crescita è costante non possiamo prevedere quanto ancora durerà l'emergenza».

IL PRESIDENTE MATTARELLA A SCUOLA

E se oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato a Roma una scuola multietnica frequentata anche da molti bambini cinesi, non si arrestano gli episodi di razzismo. L'ultimo è stato denunciato dal sindaco di Bologna ai danni di un bimbo italo-cinese. «Ho saputo di un gravissimo, intollerabile, episodio accaduto a un bambino di 11 anni italiano di origine cinese, di cui ho informato il Questore. Un'aggressione teppistica a sfondo razzista. Qui non c'entra il coronavirus, c'entra la civiltà», ha denunciato in un post, sulla sua pagina facebook, il sindaco Virginio Merola.

 
 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Febbraio 2020, 10:56
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