Coronavirus, Borrelli: «Il Sud è ancora a rischio, non sappiamo quando ne usciremo. Dopo emergenza? Coltivare la tenerezza»

Coronavirus, Borrelli: «Il Sud è ancora a rischio, non sappiamo quando ne usciremo. Dopo emergenza? Coltivare la tenerezza»

«La situazione nei territori del Nord resta la più drammatica, ma il Sud è ancora a rischio. Nessuno può e deve pensare di poter abbassare la guardia: il virus ha dimostrato di poter attraversare oceani e continenti». Così il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in un'intervista rilasciata a Fiorenza Sarsazini per il Corriere della Sera in cui sottolinea: «Non sappiamo quando ne usciremo. Una cosa però è certa: senza le misure messe in campo dal governo, le nostre strutture ospedaliere avrebbero sofferto molto di più e oggi conteremmo un numero di morti decisamente superiore».

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IL PICCO

Quanto al raggiungimento del picco, «c'è una frenata dei positivi che necessitano di cure ospedaliere e questo è un dato confortante. Vuol dire che nei prossimi giorni avremo un piccolo margine per consentirci di affrontare un'eventuale recrudescenza della curva», spiega Borrelli.

FASCE PIÙ DEBOLI

Parlando delle fasce più deboli, «l'ordinanza per i Comuni è importantissima ma non possiamo fermarci a questo. La situazione che stiamo vivendo con isolamento forzato, distanza sociale, confronto quotidiano con paura e solitudine, richiede un'attenzione particolare al sostegno psicosociale della popolazione», evidenzia Borrelli.

IL DOPO EMERGENZA

A emergenza finita, «temo che ripercorrere quel metro che oggi ci separa sarà molto difficile: con le necessarie pratiche di prevenzione ne abbiamo interiorizzato anche paure ed ansie, dovremmo essere abili a riavvicinarci all'altro gradualmente, senza perderne la fiducia, coltivando la tenerezza», afferma Borrelli.

«Mi auguro che possa riemergere un sentimento di comunità e che il bene comune torni ad avere la giusta quota di attenzione e di cura. Sarà la condizione indispensabile per dare un futuro di speranza alla nostra gente e soprattutto alle generazioni future».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 Aprile 2020, 11:12
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