Rimprovera un bagnante che gettava rifiuti in spiaggia, viene insultato e aggredito: Antonio, carabiniere, muore a 56 anni

Rimprovera un bagnante che gettava rifiuti in spiaggia, viene insultato e aggredito: Antonio, carabiniere, muore a 56 anni

Aveva rimproverato un bagnante che aveva gettato dei rifiuti in spiaggia, ma di tutta risposta era stato insultato e aggredito da un'intera famiglia. Colto da malore, si è accasciato sotto l'ombrellone ed è morto a 56 anni. La vittima, Antonio Carbone, originario della Calabria, era un carabiniere da tempo in servizio in Piemonte.

 

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Il dramma è avvenuto due giorni fa sulla spiaggia di Paola (Cosenza). Antonio Carbone era appena rientrato nella sua terra d'origine per le vacanze e aveva deciso di difenderne la bellezza e l'ambiente, quando è stato vittima dell'aggressione. A raccontare la vicenda è il fratello Vincenzo, docente di Fisica all'Università della Calabria. «Voleva solo difendere il mare di Paola dalla ignoranza violenta e barbara di un clan di bagnanti calabresi, era fuori servizio ma ha deciso di intervenire nell'esercizio delle sue funzioni di essere umano - scrive il fratello di Antonio Carbone - che invece lo stava distruggendo. Un gesto da poco, un gesto banale, chiedere con gentilezza di non buttare rifiuti in mare. Ma l'ignoranza violenta e la protervia minacciosa hanno avuto la meglio. Alla fine di un violentissimo assalto verbale da parte del clan, a cui lui non ha potuto opporre alcuna resistenza, il suo cuore non ha retto. Soccorso immediatamente da altri turisti, quando sono arrivato ho potuto solo assistere alla incredulità e allo sconforto di chi c'era. Morto sulla spiaggia».

 

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Paola, Roberto Perrotta che, sempre su Facebook, ha espresso vicinanza e solidarietà ai familiari di Antonio Carbone. «Ieri, la vita del maresciallo Antonio Carbone - ha scritto Perrotta - si è interrotta sul nostro litorale, sulla spiaggia affollata del primo giorno post ferragostano, a causa di un malore successivo ad un alterco, avuto in precedenza con un altro bagnante. Indipendentemente dalle cause che hanno comportato l'irreparabile esito, resta la consapevolezza riguardo le buone intenzioni del militare, che in sintonia con gli antichi valori dell'Arma, è intervenuto a tutela della quiete e della salubrità pubblica». «Non riuscire a comprendere quanto sia fondamentale osservare buone pratiche e seguire degni esempi - ha scritto il sindaco - è un dato che aggiunge ulteriore tristezza all'evento luttuoso, che s'appesantisce ancor di più in considerazione della divisa che la vittima indossava nella vita di tutti i giorni, coi colori della Benemerita che, per loro natura, sono punto di riferimento per la comunità».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Agosto 2021, 18:17
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