Alberto Genovese, Storie Italiane mostra le chat: «Sono un porco pedofilo»

Alberto Genovese, Storie Italiane mostra le chat: «Sono un porco pedofilo»

L'imprenditore era consapevole e ha ammesso le sue colpe anche nei confronti di ragazze minorenni in una chat del 2020

«Sono un porco pedofilo», è questa la frase che Alberto Genovese avrebbe scritto in una chat. A Storie Italiane le conversazioni riportate dal Corriere della Sera commentate dal bodyguard che la sera del presunto stupro lavorava a Terrazza Sentimento a Milano. «Genovese era nervoso», racconta Simone, l'addetto alla sicurezza.

 

Leggi anche > Don Francesco Spagnesi, il parroco pusher che truffava i fedeli chiede il patteggiamento a 3 anni e 8 mesi

 

Alberto Genovese, le chat a Storie Italiane

L'imprenditore era consapevole e ha ammesso le sue colpe anche nei confronti di ragazze minorenni in una chat del 2020. Nell'interrogatorio fatto poco prima della richiesta di rinvio a giudizio, invece,  avrebbe detto che le ragazze erano consenzienti e che lui avrebbe trovato rifugio nelle sostanze per anestetizzare il dolore. «Io sono un porco pedofilo, ho un range 16/20 anni, in Italia è legale, tecnicamente» - scriveva l'imprenditore agli amici nell'agosto 2020 - «Se non sei un parente o un professore, si possono avere rapporti con minorenni consenzienti dai 16 anni. Nel 2018 ho fatto tre sedicenni».

 

Alberto Genovese, il racconto del bodyguard

La droga in polvere era sempre presente ai festini. Simone, l'addetto alla sicurezza, ricorda in studio rispondendo alle domande della conduttrice Eleonora Daniele: «Lui ha fatto davanti a me quest'azione di mettere qualcosa nella bottiglia poi è andato via portandosela. Un pensiero può sempre venire, ma non sai cosa sta facendo... Non mi sono accorto di nulla, la musica era alta e non ce ne siamo andati. L'unica cosa che ho notato è che non c'era l'ex compagna e lui era nervoso»

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Ottobre 2021, 12:33
© RIPRODUZIONE RISERVATA