Marta Calvo, il presunto killer: «È morta di overdose, non l'ho uccisa io. Volevo suicidarmi, poi ho deciso di disfarmi del corpo»
di Enrico Chillè

Marta Calvo, il presunto killer: «È morta di overdose, non l'ho uccisa io. Volevo suicidarmi, poi ho deciso di disfarmi del corpo»

«Non l'ho uccisa io, Marta è morta di overdose da cocaina. Quando mi sono accorto che era morta, ho pensato di suicidarmi, poi ho deciso di fare a pezzi il corpo e nascondere i resti». È con queste dichiarazioni che un uomo, arrestato per la scomparsa della giovane Marta Calvo, ha ritrattato l'iniziale confessione dopo essere stato indagato e dopo essersi costituito.

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Il caso che ha commosso e indignato la Spagna riguarda una ragazza di appena 25 anni, scomparsa dalla provincia di Valencia da oltre un mese e ritenuta morta dagli inquirenti. Marta Calvo, infatti, aveva un appuntamento con un 38enne colombiano, Jorge Ignacio Palma, che dopo la scomparsa fu il primo indagato ed il principale sospettato. L'uomo, poi, aveva fatto perdere le sue tracce per qualche giorno, salvo poi presentarsi spontaneamente in una caserma della Guardia Civil, ammettendo di aver fatto a pezzi il corpo di Marta Calvo e di aver nascosto i resti in diversi luoghi, nei pressi di alcuni cassonetti dell'immondizia. L'uomo, però, ha sempre negato di aver ucciso la ragazza, sostenendo che la morte fosse sopraggiunta in seguito ad un malore, dopo una notte passata a fare sesso e a consumare droghe.

Dopo essersi costituito, il 38enne è stato arrestato e si trova attualmente in carcere dopo la convalida del tribunale. In aula, Jorge Ignacio Palma ha pronunciato una sola parola, senza specificare precisamente a chi fosse rivolta: «Perdono». Mentre all'esterno, molta gente si era radunata e alla sua uscita lo ha accolto al grido di «assassino». Il padre, intervistato da una emittente televisiva, è ancora sotto choc: «Mio figlio è un bravo ragazzo, non riesco a crederci. Non ho dormito da quando l'ho saputo». Lo riporta 20minutos.es.

Le indagini, però, proseguono, anche e soprattutto perché non c'è ancora traccia dei resti del corpo di Marta Calvo. Nei giorni scorsi erano state interrotti i processi di lavorazione dei rifiuti nei centri di smaltimento della zona della scomparsa della ragazza, anche se dopo le prime rivelazioni di Jorge Palma le ricerche si stanno concentrando in un'area rurale nei pressi della casa delll'uomo. Il maltempo degli ultimi giorni, tuttavia, ha causato un'interruzione forzata delle ricerche. La Guardia Civil, che sta indagando sul caso, ha spiegato: «Siamo in una fase lenta e minuziosa delle indagini, adesso il momento di concentrarci senza farci prendere dalla fretta e fare uno sforzo importante per trovare quelle prove che possano confermare o smentire quanto dichiarato dall'accusato».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Dicembre 2019, 13:39
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