Marta, 25enne scomparsa da un mese. Un fermato confessa: «L'ho uccisa, fatta a pezzi e buttata in vari cassonetti»

Marta, 25enne scomparsa da un mese. Un fermato confessa: «L'ho uccisa, fatta a pezzi e buttata in vari cassonetti»

Il caso di una 25enne scomparsa da quasi un mese è ormai prossimo alla svolta. Il principale sospettato per la sparizione della giovane Marta Calvo si è infatti presentato spontaneamente in una caserma per confessare l'omicidio della ragazza: «L'ho uccisa, fatta a pezzi e gettata in diversi cassonetti».

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Il caso di Marta Calvo ha sconvolto tutta la Spagna: la ragazza, infatti, aveva un appuntamento con un uomo ed era scomparsa nel nulla dal piccolo centro di Manuel, in provincia di Valencia, e col passare dei giorni gli inquirenti, dopo lunghe e vane ricerche, avevano ritenuto improbabile che fosse ancora viva. Era il 7 dicembre quando Marta aveva avuto l'ultimo contatto con la famiglia, un messaggio WhatsApp inviato alla madre, con la donna che due giorni più tardi, non avendo più sue notizie, ne aveva denunciato la scomparsa.

Col passare dei giorni, le indagini si erano ristrette intorno ad una persona: si tratta di Jorge Ignacio T. J., 38enne di nazionalità colombiana con precedenti per traffico di cocaina. Alla fine l'uomo ha confessato spontaneamente di aver rapito e ucciso Marta Calvo, anche se gli inquirenti non hanno reso noti ulteriori dettagli. I sospetti si erano concentrati sull'uomo grazie alla geolocalizzazione dell'ultimo messaggio inviato da Marta alla madre: il gps aveva consentito di individuare la casa in cui viveva il 38enne, che alla prima visita degli investigatori aveva negato di conoscere la ragazza, per poi scomparire nel nulla.

Oggi, come riporta El Pais, si è giunti alla svolta con il principale sospettato che ha deciso di costituirsi. Intanto, le autorità locali hanno deciso di interrompere il trattamento dei rifiuti nell'impianto di Guadassuar, il più vicino al luogo della scomparsa di Marta Calvo: è possibile che nelle tonnellate di spazzatura ancora da smaltire possano esserci i resti della ragazza. Gli inquirenti, comunque, hanno fatto sapere che si tratta di un atto dovuto, «meramente amministrativo», e che le indagini continuano a snodarsi in varie direzioni, nonostante la confessione del 38enne.
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 20:03
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