Generali, salta il comitato strategico. I tre esponenti della lista Caltagirone si rifiutano di far parte degli organismi

Generali, salta il comitato strategico. I tre esponenti della lista Caltagirone si rifiutano di far parte degli organismi

Sono passate solo ventiquattr'ore e più di un dubbio è sorto sul valore delle parole di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, l'istituto di Piazzetta Cuccia cui fanno riferimento dieci dei tredici consiglieri che compongono il cda delle Generali. «E' necessario superare la fase di antagonismo - aveva detto il manager - e arrivare a una maggiore collaborazione fra tutti gli attori. E ho la ragionevole aspettativa che si possa fare perché - aveva concluso - è stato possibile negli anni scorsi».
Ebbene, non si può dire che al primo confronto gli esponenti di Mediobanca abbiano dimostrato di voler seguire il suggerimento di Nagel. Anzi.


L'APPUNTAMENTO
Ieri il consiglio della compagnia triestina era stato convocato per la nomina dei membri dei sei comitati endoconsiliari. Ed ecco la sorpresa davanti alla quale si sono trovati gli esponenti della lista Caltagirone, vale a dire Francesco Gaetano Caltagirone, Flavio Cattaneo e Marina Brogi: con un colpo di spugna i dieci consiglieri di nomina Mediobanca avevano cancellato il comitato per le operazioni strategiche. In altre parole, un organismo essenziale per lo sviluppo della compagnia, vale a dire la scelta delle grandi operazioni da realizzare, tornava di fatto nelle mani dell'amministratore delegato Philippe Donnet. Una decisione clamorosa, dietro la quale non si intravede la volontà di collaborazione auspicata da Nagel. Soprattutto comunicata come se tutto fosse già stato deciso prima della riunione del cda. Tanto che in serata fonti del gruppo Caltagirone parlavano di «grande sorpresa dei consiglieri di minoranza alla comunicazione della soppressione del comitato operazioni strategiche, unico contraltare esistente ai poteri dell'amministratore delegato». Comprensibile a questo punto la decisione di Caltagirone, Cattaneo e Brogi di rifiutare l'ingresso negli altri comitati come rappresentanti della minoranza.
Vengono istituiti cinque comitati, uno in meno di quelli esistenti prima. Rispetto allo schema della vecchia governance, presentano novità rilevanti. Anzitutto sono formati dai soli rappresentanti della lista Mediobanca. Ecco la composizione di ciascun comitato. Del Controllo e Rischi presidente è Luisa Torchia, ne fanno parte Umberto Malesci e Clemente Rebecchini. In quello per le Remunerazioni, che nella precedente governance comprendeva anche le Nomine, presidente è Diva Moriani mentre i componenti sono Alessia Falsarone, Clara Furse, Lorenzo Pellicioli. Al vertice del Nomine e Corporate Governance c'è il presidente Andrea Sironi; gli altri componenti sono Furse, Moriani e Torchia. Alla guida del Comitato per le operazioni con le Parti Correlate è stata indicata Antonella Mei-Pochtler che sarà affiancata da Moriani e Torchia.


LA SOSTENIBILITÀ
Nella nota si legge inoltre che i consiglieri Brogi, Caltagirone e Cattaneo «hanno rinunciato, allo stato, a far parte dei comitati endoconsiliari, richiedendo la creazione di un Comitato endoconsiliare sull'esame preventivo di operazioni aventi valore strategico che, nella proposta presentata, sarebbero state esaminate direttamente dal plenum del cda».
Sempre il comunicato informa che il consiglio di amministrazione «ha incaricato il Comitato per le Nomine e la Corporate Governance di predisporre una proposta in merito, alla luce del benchmark di mercato». Infine il board «ha altresì accertato, in capo a tutti i suoi componenti, il possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità, ed indipendenza previsti dalla normativa applicabile alle imprese di assicurazione».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Maggio 2022, 21:10
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