Decreto fiscale, stretta su carcere per evasione: «Fino a 8 anni». Da luglio multe per chi rifiuta il Pos

Decreto fiscale, stretta su carcere per evasione: «Fino a 8 anni». Da luglio multe per chi rifiuta il Pos

L'ultima bozza del decreto fiscale contiene un nuovo pacchetto di misure per quanto riguarda l'evasione fiscale e le soglie del contante: in particolare un inasprimento del carcere per i grandi evasori - che scatta per alcuni reati superati i 100mila euro di imposta evasa - e un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano penalmente perseguibili. Nei casi più gravi, si rischiano da 4 a 8 anni di carcere: il pacchetto entrerà in vigore «15 giorni dopo la conversione del decreto legge».

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Nel dettaglio, per la dichiarazione fraudolenta con fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, la pena passa va da 4 a 8 anni di carcere quando la somma evasa superi i 100mila euro. Se «gli elementi passivi fittizi» sono inferiori resta il carcere da un anno e sei mesi fino a 6 anni. La pena è inasprita allo stesso modo anche per chi emette fatture o documenti per consentire ad altri l'evasione. Il carcere aumenta anche per la frode «mediante altri artifici», (minimo 3 massimo 8 anni) per la dichiarazione infedele (passa da 1 a 3 anni a un minimo di 2 a un massimo di 5 anni). In questo caso cambia anche la soglia dell'imposta evasa, che scende da 150 a 100mila euro, e l'ammontare sottratto all'imposizione fiscale che passa da tre a due milioni di euro.

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Per la dichiarazione infedele salta anche l'esenzione dal penale quando la dichiarazione si discosti per meno del 10% da quella corretta. Stretta anche sull'omessa dichiarazione per cui si rischierà da da 2 a 6 anni di carcere (ora si prevede la reclusione da 1 anno e sei mesi a 4 anni). Vale anche per la dichiarazione dei sostituti d'imposta, ferma restando la soglia dell'omissione a 50mila euro. Cresce la pena anche per chi occulta o distrugge documenti contabili (si rischia da 3 a 7 anni). Infine, cambia la soglia oltre la quale il reato diventa penale per chi non versa le ritenute (da 150mila a 100mila euro) e per gli omessi versamenti Iva (da 250mila a 150mila euro).



SOGLIA CONTANTE E OBBLIGO POS Come annunciato, slittano al primo luglio 2020 l'abbassamento della soglia contanti da 3 mila euro a 2 mila euro e le multe per i commercianti che non accettino pagamenti con carta. Per quel che riguarda l'uso del pos, la sanzione prevista per chi non accetti pagamenti digitali è confermata in 30 euro più il 4% del valore della transazione. Nella relazione illustrativa del dl fisco viene ricordato che l'obbligo di accettare pagamenti con carta riguarda «qualsiasi importo» e non più solo quelli oltre i 30 euro, come previsto da una norma del 2014. Per quel che riguarda il nuovo tetto al contante, la bozza conferma che «con decorrenza primo luglio 2020», il limite passa da 3 mila euro a 2 mila euro, per scendere a mille euro «a decorrere dal primo gennaio 2022».

SANZIONI PER ENTI-SOCIETA' Non solo il carcere per i manager ma anche una sanzione severa per gli enti-società, per i quali diventa possibile e più facile il sequestro e la confisca anche di quote societarie, è una delle norme prevista nell'ultima bozza del decreto fiscale collegato alla manovra che estende il reato tributario anche alle persone giuridiche che hanno beneficiario di fatture e documenti per operazioni inesistenti. Nel mirino, in particolare, i reati tributari collegati a riciclaggio e riciclaggio o alla base di truffe allo Stato.

Giovedì 24 Ottobre 2019, 16:40
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