Trekking e arte in Valtellina: dalla Costiera alla Val Tartano, passando per il ponte tibetano più alto d'Europa
di Maria Serena Patriarca

Trekking e arte in Valtellina: dalla Costiera alla Val Tartano, passando per il ponte tibetano più alto d'Europa

Valtellina superstar. Con le sue Alpi al confine con la Svizzera che vengono denominate anche “il Tibet d’Italia”, questa valle della Lombardia è la meta ideale per chi ama vacanze all’insegna della natura, del trekking ma anche dell’arte, “via dalla pazza folla”. Silenzio, solitudine a contatto con la flora e la fauna dei monti, aria incontaminata per respirare, meditare e anche praticare yoga: dal ridente paese di Poira di Civo, sulla Costiera dei Cech, con un trekking di un paio di ore si arriva a quota 1650 metri, al pianoro detto dei Pra Succ: baite che ricordano il cartone animato “Heidi”, cavalli e mucche in libertà.
 
 

Da qui si ammira uno stupendo panorama della Valle e delle antistanti Alpi Orobie. I più arditi potranno proseguire il trekking fino al picco dei Tre Cornini, a quota 2100 metri. Tornati a Poira di Civo vi suggeriamo di scendere con l’auto fino a Morbegno, dove su prenotazione è possibile visitare il bellissimo Palazzo Malacrida, gioiello del Rococò valtellinese, con il suo imponente salone d’onore interamente affrescato, sede nel Settecento dei balli e delle riunioni delle famiglie nobili della Valle.

Il grande affresco che domina sul soffitto del Salone d’Onore è stato dipinto nel 1761 da Cesare Ligari, e rappresenta Il Trionfo della Virtù nelle Arti e  nelle Scienze sopra l’Ignoranza. Al Palazzo è annesso un giardino terrazzato all’Italiana realizzato nella seconda metà del Settecento. Da Morbegno proseguiamo poi in direzione Tartano, per sperimentare l’emozionante camminata sul Ponte nel Cielo, il ponte tibetano più alto d’Europa, nel cuore della Val Tartano. Poco più su, un suggestivo percorso di trekking fra ruscelli, boschi e montagne incontaminate conduce ai Laghi di Porcile.

Tornati poi a Valle un’altra escursione da non perdere è sui monti del piccolo borgo di Cino, fra boschi ricchi di funghi, prati con imponenti massi di granito e baite in pietra e legno che ricordano molto il paesaggio svizzero. Anche Cino fa parte della zona denominata Costiera dei Cech, una serie di paesini arroccati sul dorso della montagna alle porte della Valtellina, la cui specialità gastronomica è la “bisciola”, tipico dolce del luogo a base di frutta secca.
 
 
Domenica 25 Agosto 2019, 14:39
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