Whatsapp e privacy, Telegram fa 25 milioni di nuovi utenti in tre giorni. Ma il boom sarebbe legato ai fatti di Washington
di Simone Pierini

Whatsapp e privacy, Telegram fa 25 milioni di nuovi utenti in tre giorni. Ma il boom sarebbe legato ai fatti di Washington

Impennata dell'app di messaggistica Telegram dopo la notizia della modifica di WhatsApp ai suoi termini sulla privacy a partire dall'8 febbraio, che non interesserà però l'Italia e l'Europa dove vige dal 2018 il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore, come ha dichiarato il suo fondatore, nato in Russia, Pavel Durov. Tuttavia, secondo un'analisi condotta dalla rete di Politico, dietro il boom di download potrebbero esserci gli effetti della chiusura di Parler e della cancellazione di diversi profili di gruppi di estrema destra e di suprematisti bianchi legati ai disordini di Washington che avrebbe trovato proprio in Telegram una nuova casa. 

 

BOOM DI DOWNLOAD

 

L'app aveva oltre 500 milioni di utenti attivi mensilmente nelle prime settimane di gennaio - WhatsApp ne ha due miliardi - e «25 milioni di nuovi utenti si sono iscritti a Telegram solo nelle ultime 72 ore. - ha specificato Durov - Le persone non vogliono più scambiare la loro privacy con servizi gratuiti». Per il fondatore di Telegram, l'app è diventato il «più grande rifugio» per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team «prende molto sul serio questa responsabilità».

 

SALE ANCHE SIGNAL

 

Un'altra chat che ha registrato una impennata di download nei negozi digitali dopo le critiche a WhatsApp è Signal, raccomandata anche da Elon Musk, attualmente l'uomo più ricco del mondo e patron di Tesla e Space X. 

 

TELEGRAM NON RIESCE A RIMUOVERE GRUPPI DI ESTREMA DESTRA

 

Come riporta Politico Telegram ha rimosso decine di post e di gruppi online contenenti contenuti violenti collegati ai recenti disordini a Washington. Eppure, nonostante il tentativo, l'app di messaggistica rimane piena di gruppi di estrema destra e di suprematisti bianchi, con molti dei loro canali che raccolgono decine di migliaia di abbonati. Secondo una recensione della rete di Politico diversi canali si associano specificamente al movimento suprematista bianco dei Proud Boys, mentre altri esortano le persone a prendere le armi prima dell'inaugurazione del presidente eletto Joe Biden il 20 gennaio. Negli ultimi giorni, dopo la chiusura di Parler, il social network che si rivolge principalmente all'ala destra, e gli sforzi di Facebook e Twitter per ripulire le loro piattaforme da materiale di propaganda d'odio, gli utenti di estrema destra avrebbero inondato altre app proprio come Telegram. 

 

IL TENTATIVO DI ARGINARE I GRUPPI

 

Sempre secondo Politico queste aziende invase dai gruppi di estrema destra hanno risposto rimuovendo il più possibile le loro app dal materiale dannoso. Telegram ha affermato che, sebbene abbia accolto con favore le discussioni pacifiche su potenziali proteste nel mondo sulla sua piattaforma, ha regolarmente rimosso i contenuti collegati direttamente alla violenza. «Solo nelle ultime 24 ore, abbiamo bloccato dozzine di canali pubblici che contenevano chiamate alla violenza e continuiamo a monitorare da vicino la situazione», ha dichiarato a Politico Mike Ravdonikas, un portavoce di Telegram, anche se non ha spiegato come siano stati rimossi i canali. «I nostri termini di servizio vietano espressamente le chiamate pubbliche alla violenza».

 

DA MESI SU TELEGRAM APPELLI ALLA VIOLENZA 

 

Andrebbe avanti da mesi la campagna d'odio attraverso i canali di Telegram con i gruppi di estremisti statunitensi che hanno trascorso questo tempo fomentando appelli alla violenza e promuovendo fake news più volte smentite dai fatti. Mercoledì mattina, Politico ha potuto visionare diversi gruppi di Telegram - con centinaia di migliaia di membri - spacciare attacchi antisemiti, appelli alla violenza contro funzionari governativi, teorie del complotto associate a QAnon e affermazioni riguardo il cosiddetto complotto del Deep State per minare la presidenza Trump. Dal 6 gennaio ad oggi ci sarebbe stato un aumento significativo, proprio in seguito alla decisione dei principali social network di chiudere account di importanti fornitori di contenuti controversi, un processo chiamato "deplatforming". «Deplatforming non farà sparire queste cose», ha detto Claire Wardle, co-fondatrice di FirstDraftNews, un'organizzazione no-profit che lavora con le organizzazioni dei media per combattere la disinformazione online. «Ci saranno sempre nuovi spazi dove le persone potranno andare per coordinare questo tipo di attività».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Gennaio 2021, 15:24
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