Bordon: «Scudetto? Lotta aperta: la Juve non è favorita»
di Fabrizio Ponciroli

Bordon: «Scudetto? Lotta aperta: la Juve non è favorita»

Ivano Bordon è stato uno dei più grandi portieri del calcio italiano. Per 13 anni all’Inter, ha vinto due scudetti e tre Coppa Italia, oltre a partecipare al Mondiale conquistato dall’Italia nel 1982. Grande preparatore atletico, a 69 anni è protagonista del libro autobiografico In presa alta. Le parate di una vita di un portiere gentiluomo d’altri tempi.
Bordon, partiamo dal libro…
«Volevo far conoscere la mia storia e i miei valori, quelli di un bambino che, a 15 anni, va all’Inter e inizia una lunga vita nel calcio». 
Carriera che cambia nella famosa semifinale con il Borussia M’gladbach. Giusto?
«Coppa dei Campioni 1971-72. Gioco al posto di Vieri, a Berlino, e ho la fortuna di parare un rigore (a Sieloff, ndr) sullo 0-0. Da lì è cominciato tutto. È stato un momento importantissimo per la mia carriera».
Lido Vieri e Dino Zoff, due portieri che conosce bene…
«Lido è stato per me un fratello maggiore e un grande maestro. Con Zoff, in Nazionale, ho sempre avuto un grande rapporto. Lui friulano, io veneziano, quindi persone di poche parole ma che si capivano bene. Ho sempre avuto una grande intesa con Dino». 
C’è un Bordon nel calcio di oggi?
«Direi che il portiere in cui mi rivedo di più, sia tecnicamente che per come sta in campo, è Handanovic. Come me, non ha mai fatto polemiche ma sa come farsi sentire quando serve: il capitano giusto per l’Inter».
Che ne pensa della ripresa del calcio?
«Ritengo che, seguendo le indicazioni della sanità, sia giusto ricominciare a giocare. Personalmente preferirei che la stagione si concludesse regolarmente. I playoff li terrei proprio come ultimissima spiaggia. La ripresa del calcio riporterebbe un po’ di sorriso alle persone e aiuterebbe anche gli altri sport».
Da preparatore atletico, che cosa dobbiamo aspettarci a livello fisico e mentale da parte dei giocatori?
«Non sarà facile. Credo che anche giocare senza i tifosi sarà un aspetto da non sottovalutare. I giocatori dovranno abituarsi agli stadi vuoti».
Juventus favorita per lo scudetto?
«No, secondo me non bisogna sottovalutare questo stop forzato. Credo che inciderà molto, anche a livello mentale. Quindi ritengo che partiranno tutte allo stesso livello. Secondo me, può succedere davvero di tutto. Non credo ci sia una favorita, penso che anche Inter e Atalanta possano rientrate nella corsa Scudetto e giocarsela con Juventus e Lazio».
Proprio così?
«Direi di sì, la Lazio, tra l’altro, nelle due partite giocate e vinte con la Juve in stagione, ha dato un segnale importante. Questo potrebbe anche essere il suo anno. Una cosa è certa: sarà priprio una bella e aperta lotta».

Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Maggio 2020, 06:35

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