Sorci Verdi, da lunedì su RaiDue il late show
​di J-Ax: "Satira libera e grandi ospiti"
di Carlo Mandelli

Sorci Verdi, da lunedì su RaiDue il late show
di J-Ax: "Satira libera e grandi ospiti"

MILANO - Cinque appuntamenti in seconda serata per il nuovo programma di Rai Due presentato da J-Ax.



Il late show, ispirato ai programmi della televisione americana, si intitola Sorci verdi e debutterà il 5 ottobre alle 23.30, subito dopo Pechino Express. Tra ironia, filmati pescati in internet e ospiti famosi, J-Ax sarà affiancato anche da una band capitanata da Paolo Jannacci, da un “disturbatore romano” («voluto dalla Rai per contratto», scherza l'ex-Articolo 31) e da tre pupazzi parlanti che rispondono ai nomi di Ascia, Pezza e Brambo, quest'ultimo con la voce di Albertino.



J-Ax, che tipo di programma sarà quello che presenterai?

«Vi faremo vedere vedere davvero i sorci verdi e se il programma non sarà una bomba, almeno sarà un petardo che scoppierà nei bagni della Rai. Sono da sempre un appassionato di televisione americana, quindi lo stile sarà quello dei late show statunitensi».



Come ti sei trovato davanti alle telecamere di uno show tutto tuo?

«È stato diverso da The Voice, perché ero molto emozionato, come non mi è mai capitato di essere nemmeno con la musica. Per realizzare il programma mi sono presentato con una mia squadra, formata da persone che non avevamo mai messo piede in Rai, quindi all'inizio è stato un po' difficile».



Per ogni puntata ci sarà anche un personaggio famoso da intervistare. Di chi si tratta?

«Cominciamo con Maria De Fillippi che si è presentata senza nemmeno avere l'autorizzazione scritta di Mediaset e che ha rilasciato una dichiarazione che farà parlare. Poi ci sarà Marco Travaglio, Cochi e Renato, Fedez, perché avevamo finito il budget e quindi ho chiesto a un amico. L'ospite dell'ultima puntata, invece, è una sorpresa».



La Rai ha messo il veto su qualche argomento?

«Ho avuto libertà di parlare di quello che voglio. Un limite della televisione italiana è che chi la fa pensa troppo che la gente possa non capire degli argomenti, mentre io penso che il pubblico sia intelligente e possa capire anche argomenti o citazioni non comuni. Non mi piacerebbe fare televisione con queste paranoie e per questo faccio a modo mio».
Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 Ottobre 2015, 09:23
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