"Tante ferie pagate, lunghe pause pranzo e tutele in maternita": ecco qual è il paese dei sogni per i lavoratori

"Tante ferie pagate, lunghe pause pranzo e tutele in maternita": ecco qual è il paese dei sogni per i lavoratori

di Enrico Chillè

I più dotati di spirito, probabilmente, riusciranno a farsi una risata: beati loro.

Certi errori grossolani capitano anche ai migliori, ed è quello che è accaduto a Michael Moore. Il regista, autore di docu-film di denuncia come 'Bowling a Columbine' e 'Farenheit 9/11', l'ha combinata decisamente grossa con la sua ultima fatica, 'Where to invade next', che documenta la differenza del welfare tra gli Stati Uniti e vari paesi, non solo europei. Nella lista dei paesi da sogno per i lavoratori, tuttavia, compare l'Italia, ampiamente descritta attraverso le testimonianze di datori di lavoro e dipendenti.

Per Michael Moore, stando a quanto raccontato nel documentario, l'Italia sarebbe il paese dei sogni per ogni lavoratore. Basti pensare alle lunghe pause concesse ai dipendenti per il pranzo, alla tredicesima mensilità, alle ferie pagate anche per la luna di miele e alle tutele per la maternità. Tutto fantastico, ma solo in linea teorica: si tratta di traguardi conquistati con grande fatica dai lavoratori nei decenni passati, che però all'atto pratico non trovano riscontro.



Moore, infatti, intervista una coppia di Firenze descrivendola come 'classe lavoratrice'. A giudicare dall'abbigliamento, dall'arredamento della casa e dallo stile di vita, tuttavia, non sembrerebbe di aver davanti dei 'proletari'. Non solo: i datori di lavoro vengono presentati come veri e propri filantropi e tutti i dipendenti intervistati sembrano molto felici delle proprie posizioni lavorative. Non c'è, però, traccia di giovani precari, ad esempio, e non si parla mai di voucher, tanto per citare un altro spinoso argomento. Che dire, poi, di quei datori di lavoro pronti a scartare giovani donne direttamente ai colloqui, dove sempre più spesso si chiede esplicitamente se hanno intenzione di fare figli in futuro?

Altro che paradiso dei lavoratori: le grandi conquiste dei lavoratori del passato, garantite sulla carta, in Italia lo sono sempre meno sul piano pratico. Michael Moore, in nome di un sensazionalismo populista, descrive una realtà decisamente circoscritta e dimentica di menzionare l'alta disoccupazione giovanile e il precariato, sempre più diffuso anche tra gli over 35. Intanto, però, il 'danno' è fatto: diverse pagine Facebook e siti esteri incensano il 'welfare state' italiano, senza avere la minima idea della realtà effettiva. E non bastano neanche gli interventi di tanti giovani, italiani e non, residenti nel nostro paese, che avvertono: «Avete preso una cantonata, niente di tutto ciò che viene raccontato in quel documentario corrisponde alla realtà».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Marzo 2017, 10:27
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