Bianca Guaccero: «La Carrà è il mio mito, ora sogno di cantare»
di Donatella Aragozzini

BiancaGuaccero: «La Carrà è il mio mito, ora sogno di cantare»

A settembre scorso ha esordito alla conduzione sostituendo Caterina Balivo, che quel programma – Detto fatto, l'appuntamento quotidiano nel pomeriggio di Rai2 – lo aveva guidato per ben sei stagioni. Quello di Bianca Guaccero sembrava un azzardo e invece l'attrice pugliese è riuscita nell'impresa fin dal primo giorno, raccogliendo consensi addirittura superiori alle aspettative.

Come si trova nei panni della conduttrice?
«È un'esperienza straordinaria, totalizzante. Ho fatto un salto nel buio, perché mi ero sempre misurata con personaggi da interpretare e non mi ero mai mostrata senza maschera. Però devo imparare a dosare energia e verve, mi sono accorta che tendo un po' a urlare perché sono abituata a teatro senza microfono».

Gli ascolti sono ottimi.
«Sono andati benissimo fin dall'inizio! Ero preoccupata di come avrebbero reagito da casa, perché la gente si affeziona a chi conduce il programma. Ma non bisogna adagiarsi sugli allori, il riscontro lo devo mantenere tutti i giorni».

Ha ricevuto anche i complimenti di Raffaella Carrà.
«La sua telefonata in diretta è stata la più grande soddisfazione: da piccola ballavo e cantavo pensando a lei, è stata un traino per capire cosa mi piaceva fare. È il mio mito, un punto di riferimento, una grande stella polare nella mia vita».

La rivedremo anche nella prossima stagione tv?
«Sto aspettando l'ufficializzazione, ci sono ottimi presupposti. Sarei felice di continuare questo percorso».

Progetti come attrice?
«In questo momento non ho il tempo materiale, non ho però abbandonato. Intanto, il 9 maggio uscirà il film di Sergio Rubini Il grande spirito, in cui io interpreto la fidanzata. È un film surreale ma estremamente poetico».

E come cantante, dopo il disco con Fabrizio Moro?
«La musica è la mia valvola di sfogo, ma non per forza la devo condividere. Chissà, magari se un autore mi proponesse una bella canzone...».

C'è un regista con cui vorrebbe lavorare?
«Ce ne sono due: Bellocchio e Virzì. Dopo tanti ruoli drammatici, ora vorrei fare una commedia pungente, satirica».

Preferisce recitare per il cinema o la tv?
«La fruizione è diversa perché quando sei a casa ti distrai di più rispetto a quando sei in sala. Ma oggi c'è sempre meno differenza tra film e fiction, che sono prodotti assolutamente cinematografici».

Ha mai subito molestie nell'ambiente dello spettacolo?
«Mai, ma sono molto vicina a chi subisce i giochi di potere di personaggi squallidi che non conoscono vergogna. Per me le donne che denunciano certi episodi spiacevoli sono eroine, perché dicendo rischiano di non lavorare più».
Lunedì 6 Maggio 2019, 07:10
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