Porto Rubino: «I miei concerti in mezzo al mare contro il virus e l'inquinamento»
di Rita Vecchio

Porto Rubino: «I miei concerti in mezzo al mare contro il virus e l'inquinamento»

Un concerto, finalmente. Ovvero, un concerto (vero) in mezzo al mare: Porto Rubino. L’idea è di Renzo Rubino (foto di Diego Di Guardo), il cantautore pugliese che per il secondo anno consecutivo porta tra le onde dell’Adriatico e dello Ionio la musica. Un gozzo, “Tramari” (la sua piccola imbarcazione, «il sogno di una vita che ho realizzato acquistandolo due anni fa»), dei bravi musicisti e tanti colleghi artisti. Da Noemi a Bugo, da Morgan a Ron, da Giuliano Sangiorgi a Diodato, a Paola Turci. Ospiti che in due date serali (il 16 e il 20 luglio), davanti a un pubblico ristretto, hanno suonato insieme a Rubino pezzi del loro repertorio, hanno ricordato Lucio Dalla, hanno riso e scherzato, raccontato aneddoti. 
 

 

A raccogliere le emozioni di queste ore di navigazione, un documentario di Sky Arte che andrà in onda a metà settembre in un’unica puntata. «Partiamo da Polignano a Mare e chiudiamo al molo di Sant’Eligio di Taranto: un racconto onirico, dove gli artisti sono dei personaggi. Dal dio del mare Nettuno (Vasco Brondi) ai pirati (Morgan), mentre io sono alla ricerca del mostro marino», racconta Rubino che è originario proprio di Martina Franca, a pochi chilometri da Taranto e dove ama tornare spesso. Ma chi è il mostro marino? «È l’inquinamento. E ho voluto usare la leggerezza della musica con le persone che vivono il mare per combatterlo». Comune denominatore, il rispetto per l’ambiente e il mare, l’amore per le note, la solidarietà, le cose semplici. 

Un progetto nato un po’ per caso, «in un momento in cui si parlava tanto di mare e di ambiente. E io l’ho fatto mio. Sono pugliese, terra dalle coste meravigliose e dalle storie di uomini e di marinai, storie degne di essere raccontate». È del 1988 Oronzo Rubino (questo il suo vero nome) che al Festival di Sanremo ha mosso i primi passi. E oggi, dopo il periodo di lockdown, la sua idea di musica e di mare assume ancora di più significato. «Il Covid ha modificato quello che doveva essere quest’anno Porto Rubino: una serie di concerti nei porti pugliesi. Non lo abbiamo potuto fare, ma abbiamo voluto lo stesso dare un segnale». Difficile sicuramente da organizzare. E dalle intemperie da scampare. Naufragio compreso: «Il giorno dopo la prima data il motore del gozzo è andato in avaria: mi sono ritrovato per 6 ore in alto mare, - racconta Rubino - con un maestrale così forte che mi ha portato su una secca. Mi ha recuperato la guardia costiera».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Luglio 2020, 15:11
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