Danti, Raf, Rovazzi: il trio inedito per il singolo della speranza. «"Liberi" è l'anti-tormentone post Covid»
di Francesca Binfarè

Danti, Raf, Rovazzi: il trio inedito per il singolo della speranza. «"Liberi" è l'anti-tormentone post Covid»

Il trio che non ti aspetti irrompe nell’estate musicale e tira fuori dal cilindro “Liberi”. Danti, produttore e rapper mente del progetto, Raf, che dagli anni ’80 contribuisce con i suoi successi a scrivere la colonna sonora italiana, e Rovazzi, fenomeno dell’intrattenimento, hanno scritto e cantato della voglia di libertà che ci accomuna tutti, dopo il lockdown. Danti (nato anni fa con i Two Fingerz) e Rovazzi hanno già lavorato insieme a successi come “Andiamo a comandare”; inedita, invece, è la collaborazione con Raf.
 
 

Come si è concretizzato il trio?
Danti: «In “Certe cose” del 2007, come Two Fingerz cantavo “Fosse per me i pezzi li scriverei con Raf” perché sono suo fan. Mentre scrivevo “Liberi” ho capito che stavo utilizzando un linguaggio ‘raffiano’ e quindi gliel’ho proposta. Rovazzi è arrivato quasi alla fine del progetto, la canzone gli piaceva troppo».

Rovazzi: «Quando Danti mi mandò il brano decisi, dopo il primo ascolto, che dovevo cantarci dentro qualcosa. Essere liberi è il desiderio di tutti oggi più che mai, soprattutto il mio».

Raf: «Da qualche anno Danti mi manda provini e io gli faccio ascoltare le canzoni che ho in preparazione. Alcune sono ancora in lavorazione, probabilmente dopo questo singolo faremo qualcosa insieme. Danti è pop e trasversale, perché rappa bene. Non ho messo molto mano a “Liberi”, ma avrei potuto scriverla io».

Dal testo si capisce che non lo considerate un tormentone, è così?
Danti: «È l’anti-tormentone: due mesi fa abbiamo vissuto l’esperienza più brutta del mondo con la pandemia, non mi sembrava opportuno usare una base musicale per far divertire la gente come se non fosse successo niente. Non giudico chi l’ha fatto, ognuno ha la sua visione».

Raf: «“Liberi” è una canzone pop allegra che nel ritmo ha grandi riferimenti alla musica house».

Liberi dopo il Covid: la canzone, anche se sembra parlare di oggi, è nata prima.
Danti: «Un anno e mezzo fa quando non ci si immaginava la pandemia, però riletta oggi sembra parlare di questo periodo».

Secondo voi, come e quando ripartirà la musica live?
Danti: «Da un certo punto di vista credo sia già ripartita. Gli unici fermi sono i cantanti che fanno i forum e gli stadi. Quest’estate parte della musica underground tornerà a farsi sentire, anzi questa ripresa c’è già. Ho visto alcune serate e da un certo punto di vista la cosa mi mette ansia, la gente ha già archiviato quello che abbiamo vissuto? Mi chiedo dove stia la verità tra chi dice che siamo solo all’inizio del problema e chi sostiene che il virus in estate potrebbe quasi morire. Poi cambi tg e senti i numeri dei contagi in crescita in America».

Raf: «Io mi occupo di scrivere canzoni e fare musica, ci sono addetti ai lavori che seguono le direttive del governo e quindi ci proporranno delle idee. Io ho in standby un tour con Umberto Tozzi che doveva essere la versione teatrale di quello fatto nei palasport la primavera scorsa. È previsto tra ottobre e novembre, ma se malauguratamente dovesse arrivare una nuova ondata della pandemia il problema non sarebbe di certo il nostro tour. Spero che questo virus si adegui all’uomo e si torni a suonare già dall’autunno».
Ultimo aggiornamento: Venerdì 3 Luglio 2020, 11:42
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