Carlo Croccolo: "Totò, genio severo e irresistibile. La storia con Marilyn? Lei era un cristallo delicato"
di Michela Greco

Carlo Croccolo: "Totò, genio severo e irresistibile. La storia con Marilyn? Lei era un cristallo delicato"

Novant'anni tra pochi giorni (il 9 aprile), Carlo Croccolo ha un fisico indebolito ma conserva uno spirito indomabile e un'invidiabile memoria, strumento prezioso per ripercorrere la sua lunga e intensissima carriera di attore.

Tra teatro, cinema e tv, l'incontro più importante lo ha avuto certamente con Totò a cui, in occasione del cinquantenario della morte, il Festival del Cinema Europeo di Lecce ha dedicato un omaggio che comprende, tra l'altro, l'anteprima della versione restaurata di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci. E Croccolo, che a Lecce ritira l'Ulivo d'Oro alla carriera, è rimasto tra i pochi testimoni viventi del Principe. «Totò era molto severo - ricorda - soprattutto sul lavoro, ma per me aveva un debole e io, che ero giovanissimo e cretino, ne approfittavo. Mentre si girava Totò, lascia o raddoppia, io scorrazzavo per i corridoi di Cinecittà, vicino ai teatri di posa, con un paio di pattini che facevano un rumore terribile. Totò mi fece chiamare e mi disse che dovevo provare la scena dell'armadio: mi ci fece entrare e mi ci tenne chiuso dentro per un'ora e mezzo».

Mentre racconta, Croccolo scivola spesso nella parlata alla Totò: «Quando nel 57 perse la vista - dice - mi chiese di doppiarlo nelle scene in esterni. Avevamo lo stesso timbro vocale e io, essendogli stato vicino a lungo, avevo capito i suoi tempi comici. Quando rivedo i film spesso io stesso non capisco qual è la mia voce e qual è la sua».
Schietto e divertito, l'attore ricorda il primo incontro col Principe - «fu a casa sua a viale Bruno Buozzi, mi accolse in vestaglia, mi guardò e mi disse non hai proprio l'aria del fesso» - e il primo film in cui recitò al suo fianco. «Era 47 morto che parla, avevo circa vent'anni e lavorare vicino a Totò era una cosa da farsela sotto. Era difficilissimo anche perché lui era la perfezione e io ero l'imperfezione assoluta. Però ci siamo trovati».

Il mistero di Totò, secondo Croccolo, resta insondabile - «aveva qualcosa che nessuno sa e nessuno capisce» - mentre lui stesso ormai non fa più mistero della relazione che ebbe con Marilyn Monroe: «Era in un periodo terribile della sua vita, era una donna spaventosamente sola e insicura. Era un cristallo purissimo e delicatissimo, tant'è che si è rotto».
Martedì 4 Aprile 2017, 08:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA