Von der Leyen, fermare subito le armi in Iran, Iraq e Libia

Von der Leyen, fermare subito le armi in Iran, Iraq e Libia

BRUXELLES - "L'uso delle armi deve essere fermato ora per lasciare spazio al dialogo". Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a margine della riunione del Collegio dei commissari che ha discusso delle crisi in Iraq, Iran e Libia.

"Nel medio termine, come coordinatore del JCPOA, l'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell farà tutti gli sforzi possibili per essere in contatto con tutti i partecipanti e salvaguardare l'accordo sul nucleare iraniano", ha sottolineato la presidente della Commissione Ue.

"Oggi il JCPOA è più importante che mai perché è l'unico luogo in cui possiamo sedere insieme a russi e cinesi per parlare dei rischi che stiamo affrontando", le ha fatto eco Borrell nel corso della conferenza stampa congiunta, spiegando inoltre che "i recenti sviluppi della situazione in Iran, Iraq e in tutta la regione sono estremamente preoccupanti. Una cosa è chiara: l'attuale situazione mette a rischio gli sforzi del passato e ha anche implicazione per l'importante lavoro della coalizione anti-Daesh" e "non c'è alcun interesse ad aumentare questa spirale di violenza".

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg "condanna gli attacchi missilistici iraniani contro le forze della coalizione e degli Usa in Iraq". In un tweet Stoltenberg afferma che "la Nato invita l'Iran ad astenersi da ulteriori violenze. Gli alleati continuano a consultarsi e rimangono impegnati nella nostra missione di addestramento in Iraq".

Condanna unanime è arrivata anche dalle capitali europee. La Francia "condanna gli attacchi condotti questa notte dall'Iran in Iraq contro postazioni della Coalizione anti-Isis. Conferma la sua solidarietà agli alleati e partner della coalizione, come anche il suo attaccamento alla sovranità e alla sicurezza dell'Iraq": è quanto si legge in una nota diffusa dal ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. Per il capo del Quai d'Orsay, "la priorità dev'essere più che mai la de-escalation. Il ciclo di violenze va interrotto". "La Francia - prosegue la nota diffusa da Jean-Yves Le Drian all'indomani della rappresaglia iraniana che h seguito l'uccisione del generale Qassem Soleimani - resta da parte sua determinata a lavorare per la pacificazione delle tensioni. E' in contatto con l'insieme delle parti coinvolte per incoraggiare la moderazione e la responsabilità. La Francia ricorda l'importanza del proseguimento della lotta contro l'Isis, nel pieno rispetto della sovranità irachena".

"Posso dire a nome del governo tedesco che condanniamo più fermamente possibile l'aggressione" iraniana alle basi Usa in Iraq di questa notte: lo ha detto la ministra della Difesa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer in un'intervista stamattina all'emittente pubblica Ard. "Ora sarà decisivo evitare che questa spirale sia lasciata crescere ancora" e per fare questo cercheremo di "utilizzare tutti i canali diplomatici disponibili a livello europeo", ha proseguito la ministra e leader della Cdu. "Chiediamo all'Iran di evitare tutti i passi, che possano condurre a un'ulteriore escalation", ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, stigmatizzando l'attacco iraniano alla base militare Usa in Iraq. "Siamo da giorni in contatto con tutte le parti, per contribuire a una rasserenamento della situazione. Sono tutti esortati a esercitare prudenza e moderazione", ha aggiunto.

La Gran Bretagna ha inoltre espresso preoccupazione per le "notizie di vittime". "Condanniamo questo attacco alle basi militari irachene che ospitano la coalizione - comprese le forze armate britanniche", ha dichiarato il ministro degli Esteri Dominic Raab sottolineando la preoccupazione "per le notizie di vittime e uso di missili balistici". 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 8 Gennaio 2020, 17:54
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