Tamponi, lunghe code nelle farmacie e disagi per gli altri clienti: al via il primo lunedì del Green pass
di Francesco Malfetano

Tamponi, lunghe file nelle farmacie e disagi per gli altri clienti: al via il primo lunedì del Green pass

Aumentano le prenotazioni dei tamponi, code e proteste davanti alle farmacie

Bolzano e Torino. Ma anche Mantova, Messina, Pesaro e decine di altre città italiane. Arrivano da tutta la Penisola foto e notizie di lunghe code davanti alle farmacie. In fila centinaia di persone attendono il proprio turno per effettuare un tampone antigenico rapido che gli consentirà di raggiungere poi il proprio posto di lavoro. Questo infatti è il primo lunedì di Green pass obbligatorio per i lavoratori, ed è già diventato una sorta di prova del 9 sulla possibilità che il sistema in piedi possa reggere. Uno stress test che data la durata limitata della validità del tampone, sole 48 ore, è destinato a ripetersi almeno fino al prossimo 31 dicembre. 

Tamponi, il boom e i disagi

 

Se il boom di vaccinazioni favorito dalla nuova misura che impone l'obbligo di esibire il Qr code prima di accedere in ufficio come in fabbrica è stato significativo ma non determinante, l'exploit dei tamponi antigenici rischia di rendere la partita più complicata. Basti pensare che domenica 10 ottobre i test antiCovid effettuati in tutta Italia sono stasti circa 280 mila, ieri 380. Ed era domenica appunto.

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Guardando ai dati di venerdì su venerdì l'aumento è ancora più significativo: il 9 sono stati 344 mila, il 15 506 mila. Il risultato sono state appunto le lunghe code più o meno ovunque, l'intervento della Polizia a Torino perché la fila interrompeva la viabilità nel tratto di strada antistante la farmacia (scene simili anche a Bolzano, con una coda di oltre 200 metri chiusa dalla polizia municipale) e un po' di tensione con i clienti "ordinari", che a causa del sovraccarico talvolta si sono trovati a dover attendere più del necessario.

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Non solo. Anche se le associazioni di categoria di farmacie e laboratori di analisi ostentano sicurezza e si dicono pronti a reggere l'onda d'urto in arrivo, aumentano le segnalazioni di lavoratori che faticano a prenotare - specie in mattinata - uno degli slot (pochi) disponibili.

 

E allora il rischio è che qualche lavoratore, specie nelle città più piccole o nei paesi dove la scelta è meno ampia, non riesca a trovare un posto e debba quindi rinunciare a un giorno di stipendio. Un disagio che, ovviamente, andrebbe risolto alla base, ricordando che la prima alternativa per il lavoratore dovrebbe essere quella di ricorrere al vaccino

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Ottobre 2021, 11:55
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