Coronavirus in aumento dall'Argentina all'Australia. Pregliasco: «In Italia fase endemica, rischi da casi importati»

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di Lorena Loiacono
Nuovi tristi record e focolai di allarme che non accennano a diminuire. Da Hong Kong al Pakistan, dagli Stati Uniti all'Australia non si ferma infatti il virus che sembra anzi intenzionato a raggiungere a breve una nuova ondata in tutto il mondo. 

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Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, nel mondo il virus continua a mietere vittime. Che cosa sta accadendo?
«Noi, in Italia, siamo arrivati secondi subito dopo la Cina. Abbiamo già vissuto questa fase che ora osserviamo negli altri Paesi. Ci siamo già passati. All'estero sta accadendo quindi quello che in Italia abbiamo già affrontato, nella prima fase».

Ora l'Italia che fase sta vivendo?
«Una fase endemica».

Cioè?
«Vuol dire che abbiamo il virus ma abbiamo imparato a tenerlo sotto controllo. Dobbiamo tenerlo sotto controllo. Speriamo di restare in questa fase endemica».

Continuano però ad esserci focolai anche in Italia
«Direi che questo dato può essere letto in modo positivo: i focolai che abbiamo, sono stati individuati e gestiti. Riuscendo a trovare in tempo i focolai, diamo un segnale positivo : siamo ormai in grado di vederli e riconoscerli. Prima non ci riuscivamo».

Da che cosa dipende?
«Dalla capacità proattiva di individuarli, sviluppata in questi mesi di esperienza. In questo modo isoliamo i casi, evidenziando i comportamenti irresponsabili per far capire alle persone cosa non bisogna fare. Altrimenti siamo di nuovo tutti a rischio».

A rischio con la seconda ondata?
«Non credo in una seconda ondata in Italia. Almeno non per come stanno andando oggi le cose. Potrebbe esserci nel caso in cui i focolai fossero talmente tanti da non riuscire a gestirli, a contenerli. E' chiaro che la sensibilità nel trovare i focolai dipende anche da quanti sono».

L'Italia cosa deve temere oggi?
«L'elemento di pericolo, proprio come accade in Cina, sono i casi di importazione. Ha fatto bene lo Stato a fermare i voli dalle aree a rischio e bisogna insistere con gli altri Paesi europei affinché questa sia una scelta condivisa in Europa».

HONG KONG, SCUOLE CHIUSE
Chiuderanno lunedì le scuole nell'ex colonia britannica,, in netto antiicpo sulla pausa estiva per far fronte ad una nuova ondata di contagi. Solo ieri infatti si sono registrati 34 nuovi casi, tutti trasmessi a livello locale.

AUSTRALIA, VICTORIA TREMA ANCORA
Nello Stato di Victoria ci sono stati 288 contagi in sole 24 ore: un triste record con il livello giornaliero più alto per uno Stato del Paese dall'inizio della pandemia. L'epicentro della nuova ondata di infezioni resta la capitale dello Stato, Melbourne, dove la situazione è notevolmente peggiorata nelle ultime tre settimane a causa della diffusione locale del virus. Melbourne infatti è di nuovo in lockdown e resterà chiusa almeno per le prossime sei settimane. Secondo la Johns Hopkins University in tutta l'Australia si registrano ad oggi 9.377 casi, inclusi 106 morti.

GIAPPONE, ALLARME SECONDA ONDATA: A TOKYO PIÙ DI 240 NUOVI CASI
Tokyo registra 243 nuovi casi di coronavirus ed è il dato più alto in 24 ore dall'inizio della pandemia. Crescono quindi i timori di una nuova ondata di contagi dopo che a fine maggio il governo ha decretato la fine dello stato di emergenza. Secondo i dati riportati da Nhk, dall'inizio dell'emergenza sanitaria in Giappone sono stati 995 i decessi e 21.483 i contagi confermati, compresi i 712 casi relativi alla nave da crociera Diamond Princess che a febbraio è stata in quarantena nel porto di Yokohama.

USA, NUOVO RECORD CON OLTRE 65.000 IN 24 ORE
Gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per numero di contagi: in 24 ore si sono registrati infatti più di 65.500 nuovi casi, secondo un conteggio della Johns Hopkins University. In totale negli Usa i contagi sono più di 3,11 milioni (su oltre 12 milioni a livello globale) con 133.290 decessi. Allarmanti anche i dati della Florida, che ha registrato 120 decessi di persone che avevano contratto il coronavirus nelle ultime 24 ore, il dato più alto dall'inizio dell'emergenza sanitaria. La California ha toccato ieri il record di morti in un giorno con 149 decessi e il Texas ha riportato 98 vittime mercoledì, dopo aver mantenuto una media inferiore ai 40 decessi al giorno nei primi mesi della pandemia.

ARGENTINA, BUENOS AIRES RIAPRE E RICADE NELL'INCUBO
Dopo una sola settimana dall'ultimo lockdown per Buenos Aires E zone limitrofe, l'Argentina ha registrato il record di contagi in un solo giorno pari a 3663 casi, raggiungendo così i 90693 casi complessivi. Per quanto riguarda invece i decessi, con l'ultimo bilancio quotidiano di 26 morti, si raggiunge il dato complessivo di 1720 decessi

PAKISTAN, SUPERATI I CINQUEMILA MORTI
Sono 5.058 i decessi da Covid contati dall'inizio dell'epidemia e solo nelle ultime 24 ore se ne contano 75. Secondo i dati del ministero della salute, nelle ultime 24 ore sono stati riportati 2.751 nuovi contagi, portando a 243.599 il numero di casi confermati di Covid-19 nel Paese. La provincia più colpita resta quella meridionale del Sindh con 100.900 infezioni confermate, seguita dal Punjab orientale con 85.261 casi. In tutto il numero di pazienti critici è di 2.375, 182 in più rispetto al giorno precedente.

MESSICO, NUOVO RECORD DI CONTAGI
Il Messico, con 7.280 nuovi casi nelle ultime 24 ore, ha registrato un nuovo record giornaliero di contagi da Covid-19, e con questi raggiunge un totale dei casi accertati dal 28 febbraio ad oggi di 282.283. I decessi sono invece 33.526, 730 nelle ultime 24 ore. Tuttavia, nonostante il record di casi in una sola giornata, le autorità sanitarie rilevano che la tendenza generale è al ribasso sia per per contagi che per i decessi, nonostante le riaperture in atto dal mese scorso.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Luglio 2020, 20:52
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