Governo Draghi: Piazza Affari guadagna il 2%, spread in forte calo. Renzi: «È il momento dei costruttori»

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Il governo di Mario Draghi non è ancora nato, ma è bastata la convocazione dell'ex presidente della Bce da parte del Capo dello Stato Sergio Mattarella per raffreddare lo spread tra il nostro Btp e il Bund tedesco. Spread tra Btp e Bund in calo, infatti, questa mattina dopo l'annuncio che Draghi incontrerà il presidente Mattarella per vagliare l'ipotesi di un nuovo governo. Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco è sceso a 107 punti dai 116 della chiusura di ieri. Il rendimento del Btp è a quota 0,58%.

 

Draghi alle 12 al Colle

 

Mario Draghi salirà oggi alle 12 per ricevere dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'incarico per cercare di formare «un governo di alto profilo», come auspicato dal Capo dello Stato dopo la definitiva rottura dell'alleanza giallo-rossa che ha sostenuto il Conte 2 e il fallimento dell'esplorazione di Roberto Fico.

 

Le reazioni

 

Il cammino del governo del presidente è tutt'altro che in discesa. Tutti i partiti sono chiamati in tempi brevissimi a scegliere se sostenere l'esecutivo dell'ex presidente della Bce o tirarsi fuori. Perché, come chiarisce il vicesegretario Pd Andrea Orlando, «il Pd conta per l'11 per cento in Senato» e in Parlamento un peso importante ce l'ha M5s che, aggiunge Orlando, «è nato proprio come reazione all'esperienza del governo Monti».

Ieri il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ha negato l'appoggio ad un governo Draghi ma, come emerge dai primi distinguo, è alto il rischio di spaccatura nel Movimento.

Se il Pd si prepara «ad aiutare Draghi» per evitare gli errori del passato, il centrodestra si riunirà oggi per decidere la linea che il leader della Lega Matteo Salvini assicura sarà «compatta». «Non abbiamo pregiudizi - chiarisce Salvini - nei confronti di Draghi. Vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto».

Aderisce con slancio alla prospettiva di un governo guidato dall'ex governatore di Bankitalia Matteo Renzi, accusato da Orlando di essere la «causa del fallimento della politica» in questa crisi di governo. «Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà - sostiene il leader Iv - devono accogliere l'appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi».

Fratoianni (Leu): difficile sostenere un governo di questo tipo. «Mi pare molto difficile sostenere un governo di questo tipo», dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Liberi e Uguali, ad Agorà Rai Tre, sul nuovo governo Draghi.

Stefano Ceccanti (Pd): è il momento di trovare voti a Draghi«Restano da trovare i voti in Parlamento di tanti deputati e senatori che passino sotto la tribuna e pronuncino il loro necessario Sì alla fiducia al Governo Draghi. Oggi alle 14 avremo l'assemblea on line del gruppo Pd Camera. Non ho dubbi all'esito: il Pd fa tanti errori ma sui fondamentali non sbaglia. Saremo parte della soluzione votando Sì e non del problema, come chi voterà No. Confido, tra gli altri, anche nel Sì di molti colleghi del gruppo M5S con cui abbiamo lavorato molto bene in tutti questi mesi: pur comprendendo le difficoltà ben pochi capirebbero come dopo aver votato la Presidente della Commissione Ue, scelta che favorì in modo decisivo la nascita del Conte 2, e dopo aver impostato la crisi in nome della formazione di una maggioranza europeista, potrebbero ora votare No». Così Stefano Ceccanti del Pd.

«Tra gli errori commessi da molti, anche a fin di bene, - sostiene Ceccanti - per favorire la formazione del Governo, il primo e il più grave, però, è stato chiaro: è stata evocata con troppa leggerezza la minaccia di elezioni anticipate. Un errore non tanto e non solo di galateo costituzionale perché andava a sovrapporsi al ruolo del Presidente della Repubblica, ma perché la minaccia era del tutto infondata, per le ragioni note a tutti che ha spiegato ieri sera in modo puntuale ed inconfutabile il Presidente Mattarella, a cui peraltro se ne potrebbero anche aggiungere altre. Aver evocato una minaccia inesistente non ha affatto favorito la soluzione della crisi, anzi, ha prodotto esattamente l'effetto contrario. Materia su cui meditare bene per non ripetere errori». 

 

 

Brunetta (FI), Draghi ora è la persona giusta. «Condivido totalmente il monito di ieri sera del Presidente della Repubblica Mattarella, anzi mi auguravo che tutto questo avvenisse già un anno fa, all'inizio della pandemia, quando ci siamo resi conto della gravità della situazione sanitaria, economica e sociale. Bisognava allora fare un Governo di unità nazionale, di alto profilo, ma si è preferita un'altra strada: quella di buttare 140 miliardi di euro, quella di riempire il Parlamento e il Paese di DPCM e di decreti legge, quella di ridurre ai minimi termini il ruolo delle Camere, e il risultato è che non ne siamo ancora fuori». Lo dice Renato Brunetta di Forza Italia a '24Mattinò su Radio 24. «Se Draghi accetterà, sarà la persona giusta al momento giusto, nella situazione più difficile del mondo, quella italiana. Ma lui ce la può fare, col concorso di tutti», conclude.

Mastella, in Parlamento per Draghi meno voti di Conte. «Temo che Draghi, per i veti reciproci tra gli schieramenti, abbia in Parlamento meno voti di Conte. Senza i Cinque Stelle non c'è né la formula Ursula né il Pd può stare con la Lega a sostenere lo stesso governo». Lo dice all'Adnkronos il Sindaco di Benevento Clemente Matella. A quel punto, sottolinea, «resterebbero a sostenerlo solo Pd, Forza Italia e italia viva» ma «se cosi fosse occorrerebbero responsabili a gogò. Scomparsa la politica -sentenzia Mastella- resta l' aritmetica. E come diceva Totò è 'la somma che fa il totale».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Febbraio 2021, 10:45
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