REGISTA MANIACO

Emilio Orlando
Si presentava come un famoso regista cinematografico ed organizzatore di eventi dello spettacolo. Per rassicurare le vittime, che avrebbe poi stuprato, mostrava loro anche fotografie ed articoli di stampa di quotidiani e settimanali che lo immortalavano insieme ad attori e vip durante eventi artistici nella Capitale. Infine attirava le ragazze, alcune delle quali ancora minorenni, nell'accademia di recitazione di via Anastasio II del quartiere Aurelio dove, in un locale seminterrato, le violentava facendo credere che si trattasse di un provino per una scena di un film che narrava di uno stupro.
Il lungometraggio era inventato, un'esca per attirare le aspiranti attrici e modelle nella trappola. Le scene hard-core venivano riprese da una telecamera che il regista montava sul set: la scena veniva ripresa in una vecchia sala di posa in disuso, dove l'uomo aveva messo un letto ed un divano.
È finito così in manette Giuseppe Flamini, di sessantanove anni, conosciuto da tutti come Pino, presidente dell'Accademia dello spettacolo di Roma. L'accusa a sui carico è gravissima: violenza sessuale aggravata e continuata. Per sette anni, dal 2011 al 2018, Flamini avrebbe abusato di diverse ragazze, tre delle quali minorenni, che volevano iscriversi alla scuola di recitazione per fare le attrici.
Dalle vittime pretendeva di essere chiamato maestro, come si usa fare con i grandi registi cinematografici. Le grida di aiuto delle ragazze che venivano stuprate, hanno spinto due collaboratori di Pino Flamini a denunciare ai carabinieri della stazione Madonna del Riposo quello che avveniva nei locali della scuola.
Le cinque ragazze, dopo aver vinto la vergogna del dover confermare le dichiarazioni dei due assistenti del regista, hanno collaborato con gli investigatori ed hanno anche indicato dove venivano conservati i filmati che avevano immortalato gli stupri.
I carabinieri della compagnia San Pietro, insieme ai detective informatici del reparto investigazioni scientifiche coordinati dal procuratore Maria Monteleone del pool dei reati contro la libertà sessuale, sono riusciti a recuperare anche i file cancellati dalla memoria dell'hard disk, dove si vedeva chiaramente l'orrore che avveniva in quel seminterrato.
Flamini, approfittando delle condizioni di inferiorità psichica delle vittime, dopo aver paventato l'allettante prospettiva di una carriera redditizia nel mondo dello spettacolo, realizzava i finti provini in una sala isolata, inscenando la una scena di uno stupro.
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Martedì 12 Marzo 2019, 05:01
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