Emilio Orlando
Voleva denunciare un giro di droga che stava mietendo vittime

Emilio Orlando
Voleva denunciare un giro di droga che stava mietendo vittime tra i giovani di Arce. Era il 1° giugno 2001, e quella mattina era decisa a fare i nomi dei pusher che vendevano morte nel piccolo comune in provincia di Frosinone. Ma attraversò la porta sbagliata. Quella della stazione dei carabinieri di Arce dove, secondo le analisi forensi del reparto investigazioni scientifiche, Serena Mollicone sarebbe stata uccisa da Marco Mottola (ora titolare di un negozio di giocattoli a Venafro). Si tratta del figlio di Franco Mottola, il maresciallo che all'epoca comandava la caserma, indagato a sua volta per favoreggiamento insieme alla moglie. Lo ha stabilito la perizia, da cui poi si è stata sviluppata l'informativa di reato per omicidio volontario ed occultamento di cadavere a carico dei tre indagati. Secondo i detective incaricati delle indagini dalla procura di Cassino, la giovane fu aggredita sbattendo la testa contro il muro e lo stipite di una porta di quello che era l'alloggio del maresciallo Mottola e dei suoi famigliari.
Nel procedimento risultano indagati anche due carabinieri: Vincenzo Quatrale per concorso morale in omicidio e Francesco Suprano per favoreggiamento. In questo contesto si collocherebbe anche il suicidio, avvenuto nel 2008, del brigadiere Santino Tuzzi, che sapeva la verità sulla morte della Mollicone. Il cadavere della ragazza venne poi ritrovato il 3 giugno 2001 nel boschetto di Fonte Cupa detto dell'Anitrella. Il corpo era in posizione supina, presentava una ferita vicino all'occhio sinistro ed era avvolta da un sacchetto di plastica con le mani e i piedi legati con scotch e filo di ferro, come pure il naso e la bocca. Dopo due anni, venne ingiustamente accusato dell'omicidio un carrozziere 38enne di Arce, Carmine Belli, che dopo un anno e mezzo di carcere fu invece scagionato. «Serena merita giustizia e la verità è finalmente venuta fuori dice Guglielmo Mollicone, il padre di Serena a Leggo . Da anni ho indicato quella pista ed oggi le indagini me ne danno ragione».
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Mercoledì 20 Febbraio 2019, 05:01
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