Cocaina e orge con minorenni, notti hard sui colli di Bologna
di Emilio Orlando

Cocaina e orge con minorenni, notti hard sui colli di Bologna

Quella villa in quel luogo isolato, spesso avvolto dalla nebbia, al riparo da occhi ed orecchie indiscrete sulle colline del Bolognese tra Pianoro e Rastignano, si era guadagnata l'appellativo di Villa Inferno. Come in un girone infernale, nei salotti del prestigioso fabbricato di via dei Pini 17 si consumavano festini a base di montagne di cocaina ed orge con ragazzine minorenni. Una vicenda raccapricciante che ricorda quella romana delle baby squillo dei Parioli, che venivano fatte prostituire e pagate con soldi e droga.

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I partecipanti alle feste hard di Villa Inferno erano notabili molto in vista della zona. L'organizzatore era l'imprenditore edile Davide Bacci, arrestato insieme ad altre otto persone. In manette è finito anche l'ex consigliere della Lega Nord Luca Cavazza: secondo l'ordinanza partecipava ai festini nella villa e pagava le prestazioni alle ragazzine con dosi di cocaina o con pochi euro, che poi le baby squillo utilizzavano per andare dalla manicure. Secondo le indagini è stato Cavazza ad accompagnare per la prima volta una delle due diciassettenni a Villa Inferno per presentarla agli altri. Si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Letizio Magliaro ed eseguita ieri mattina all'alba dai carabinieri del nucleo operativo di Bologna: «Con cadenza settimanale avvenivano incontri sessuali anche di gruppo. Cavazza individuava le ragazze per fare sesso con modalità quasi professionali».

La denuncia è scattata dopo che la madre di una delle ragazzine aveva visto un filmato sul cellulare della figlia nel quale aveva un rapporto sessuale con un uomo che intanto sniffava cocaina sparsa sul fondoschiena della minorenne. È stata proprio una delle adolescenti a guidare i detective a Villa Inferno. «Cavazza mi invitò a seguirlo - ha denunciato Anna (nome di fantasia) così ho scoperto Villa Inferno. Sapevo ci saremmo fatti una fattanza». Ovvero, consumato parecchia cocaina.

Le manette sono scattate anche per l'avvocato Umberto Mancini, che metteva anche a disposizione la sua abitazione per i festini e pagava le prestazioni sessuali della diciassettenni con dosi di droga e regali vari, per Fabrizio Cresi, Filippo Festi, Michele Marchesini e Piero Randazzo. Quest'ultimo, amante del voyeurismo, pretendeva da una delle ragazzine che avesse rapporti sessuali anche con la sua ex fidanzata.
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 Settembre 2020, 11:08
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