Simona Romanò
È partita a spron battuto la terza dose di rinforzo anti-Covid

Simona Romanò
È partita a spron battuto la terza dose di rinforzo anti-Covid per medici, infermieri, operatori. Ma non per tutti. Finora sono 402 i camici bianchi No Vax sospesi dal lavoro perché non hanno voluto ricevere nemmeno la prima puntura, nonostante siano obbligati per legge a immunizzarsi. Qual è il quadro della situazione?
NO VAX «L'adesione alla campagna vaccinale negli ospedali lombardi supera il 90%», tuttavia resistono piccole sacche di professionisti contrari. La direzione generale del Welfare e le Ats proseguono con le verifiche: sono stati spediti 1.067 atti di accertamento al personale delle strutture pubbliche, che conta circa 85mila lavoratori. Tra questi, 402 sono stati sospesi (con il congelamento dello stipendio) perché non si sono adeguati all'obbligo vaccinale. Altri 449 sono stati riammessi in corsia perché, dopo le due lettere di richiamo, si sono convinti. Circa il 10% è stato esonerato dalla somministrazione per validi motivi medici, mentre a 19 è stata cambiata mansione, così da evitare contatti con i pazienti. Prosegue dunque la linea «rigorosa» della Regione.
TERZA DOSE E ANTINFLUENZALE Intanto, l'assessorato al Welfare ha recepito il parere dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) sulla non idoneità del vaccino Moderna per la terza dose. Così nelle farmacie, che utilizzavano solo questo farmaco, saranno bloccate le somministrazioni. E per quanto riguarda l'antinfluenzale, novità di quest'anno, «tutte le categoria che ne hanno diritto gratuitamente, dagli over 65 alle donne incinta, potranno prenotarsi dal 28 ottobre, su una piattaforma informatica ad hoc, nell'hub più vicino». E dalla metà di ottobre saranno attivi anche i medici di base. Agli over 80 a ai fragili le due iniezioni (terza dose e antinfluenzale), una per ogni braccio, saranno sempre proposte nei centri vaccinali.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Ottobre 2021, 05:01
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